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Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta

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Per rigenerare le pubbliche amministrazioni del Sud, segnare il cambio di passo nella gestione deficitaria di fondi europei, e soprattutto renderle   all’altezza dell’occasione storica del Recovery Plan sono in arrivo 2.800 assunzioni, profili di alta specializzazione: il bando di concorso partirà entro l’1-2 aprile. La «sfida» è completare la selezione in 100 giorni, entro luglio quindi. Via libera poi al “concorsone” per la Campania. Ancora: il prossimo decreto Covid, «al 99,9%», conterà una norma per sbloccare in sicurezza a tutti i concorsi già banditi cui il  Covid ha imposto lo stop.  Infine, il ministero della Pubblica amministrazione sta definendo l’inserimento di 300 alti profili da inserire nei ministeri.

La macchina della pubblica amministrazione del Paese prova a rimettersi in moto. E riparte dal Sud. I ministri per la Pa, Renato Brunetta, e per il Sud, Mara Carfagna, hanno dato le «belle notizie» e illustrato le procedure, gli step della ripartenza in una conferenza stampa a Palazzo Vidoni.

«Selezioneremo 2800 figure high skill, tecnici specializzati per le amministrazioni del Sud. È una sfida per dimostrare che si possono fare concorsi seri, con una valutazione dei titoli attraverso l’intelligenza artificiale, semplici, in presenza, in luoghi fisici deputati in sicurezza, on line», ha detto Brunetta. La prova avrà quaranta domande a risposte multiple con valutazione automatica, con punteggio finale anch’esso automatico e con un controllo finale dei vincitori e delle graduatorie da parte di commissioni, ha spiegato il ministro.

«È il primo test per la rivoluzione nel reclutamento dell’intera Pubblica amministrazione – ha poi sottolineato – Se funziona, vorremmo applicare questo stesso criterio per tutte le procedure di assunzione nella Pa, a cominciare da quelle legate ai progetti del Recovery. Faremo del capitale umano il perno del Recovery Plan». Le assunzioni, previste dalla legge di Bilancio – su iniziativa del ministro per il Sud del governo Conte, Giuseppe Provenzano – sono a tempo determinato, 36 mesi, per una spesa di 126 milioni per il triennio 2021-2023. Cinque i profili tecnici richiesti, sulla base della ricognizione sui fabbisogni operata dall’Agenzia per la coesione territoriale: ingegneri, esperti gestionali, project manager del territorio, amministrativi giuridici e project data analyst.

«Mi piacerebbe chiamarlo ‘Bando Competenze’ perché porterà al Sud non un generico rafforzamento degli organici – ha affermato Carfagna – ma personale selezionato per rispondere alle necessità degli interventi che saranno previsti nel Pnrr: ingegneri, analisti, esperti in progettazione e pianificazione, specialisti nella gestione di interventi complessi. Non otterranno solo un “posto pubblico”, ma anche l’opportunità di operare per il bene collettivo attraverso la partecipazione al più grande progetto di rinascita e ripresa che il Paese abbia mai affrontato dal dopoguerra a oggi».

Alla «sfida colossale» si affianca anche la «questione di uguaglianza dei diritti», ha poi sottolineato Carfagna sottolineando le preoccupazioni emerse anche nella due giorni sul Sud riguarda la capacità di spendere bene i fondi europei. Il concorso, ha sostenuto, mira a «rendere le Pa del Mezzogiorno capaci di investire in fondi e progetti. È un primo passo verso la semplificazione delle procedure e per irrobustire la capacità delle pa, e rendere più attrattivo il Mezzogiorno non solo con misure fiscali ma anche un’azione decisa sulle infrastrutture, perché da una ricognizione che stiamo facendo nei ministeri più del 50% dei finanziamenti sulle infrastrutture sarà assorbito dal Mezzogiorno. E anche sulla giustizia, visto che il divario tra Nord e Sud è significativo in merito alla lunghezza dei processi. È un’azione a tutto tondo con obiettivo di riportare il Sud al centro dibattito e delle scelte politiche del governo».

Quanto allo sblocco dei concorsi messi in standby dal Covid, oggi a Palazzo Chigi ci sarà un confronto con il Cts, ha affermato Brunetta, «per trovare una soluzione, in sicurezza, perché ci sono migliaia e migliaia di concorsi bloccati e le aspettative sono enormi. Se riusciamo a trovare una soluzione, questa sintesi potrebbe essere nel prossimo decreto Covid della prossima settimana».   


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