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SCARSA la trasmissibilità del contagio in tutta Italia, con le regioni del Sud piazzate meglio delle altre. L’indice di contagio Rt è, infatti, segnalato sotto il valore 1 ovunque tranne in Valle d’Aosta secondo il report settimanale del monitoraggio sulla Fase 2, elaborato dall’Istituto superiore di Sanità.

La Calabria detiene il record positivo con 0,17, seguita da Campania a 0,45 e Basilicata a 0.63. Nonostante i numeri ancora preoccupanti, l’indice è basso anche in Lombardia (0,52) dove vanno però scovati i tanti asintomatici. Sul fronte interno, è la movida il nuovo spauracchio per il Sud che vorrebbe ripartire, ma lo fa con eccessiva lentezza. La Fase 2 è cominciata, ma stanno piovendo divieti per i ragazzi che bevono drink e cocktail fuori ai locali. «Basta cafoni, droga e alcol», l’anatema moralista del governatore campano Vincenzo De Luca.

«Se proseguono gli assembramenti in strada sono pronto a chiudere i locali», ha tuonato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. La fatica per gli operatori commerciali che hanno potuto riaprire i battenti è doppia, se non tripla, tra prescrizioni, controlli delle forze dell’ordine e mancati incassi. Roma sempre nel mirino delle accuse.

«Le polemiche tra la Campania e lo Stato? Non c’era niente da firmare nell’accordo col Governo per la Fase 2 del 3 giugno. Abbiamo difeso l’unità dello Stato italiano contro 20 staterelli. Noi dovevamo decidere quale istituzione dovesse certificare lo stato dell’epidemia, se dovessero farla venti regioni o lo stato Italiano cioè il Ministero. La Campania ha sostenuto che dovesse farlo il ministero. Noi non possiamo certificare lo stato dell’epidemia su tutto il Paese. Dev’essere lo Stato centrale a farlo. Abbiamo difeso il ruolo dello Stato ma il Governo ha delegato le Regioni. È incredibile», ha spiegato De Luca. In Calabria, il dialogo sembra migliorato.

Nei prossimi giorni, saranno disponibili le mascherine di comunità che garantiranno la protezione dalla circolazione del Coronovirus, «soprattutto in questa delicata fase di riapertura degli spostamenti e del riavvicinamento sociale», ha annunciato il presidente della Regione Calabria Jole Santelli. Come detto, la pandemia ora è soprattutto di natura economica. «Occorre intervenire con urgenza e con modalità operative straordinarie sul sistema bancario a favore delle imprese, derogando agli impianti normativi normalmente applicati in periodo ante-Covid. Il rischio è che falliscano intere filiere produttive sotto i colpi di un drammatico effetto domino».

A lanciare l’allarme sono gli europarlamentari della Lega Casanova e Valentino Grant. È in atto un effetto domino: da un lato le piccole imprese che, in assenza di credito, rischiano il fallimento; dall’altro, le medie aziende fornitrici delle imprese in questione che, dopo aver correttamente concesso dilazioni nei termini di pagamento ai loro clienti per tutelarne l’attività, ora si trovano nell’impossibilità di incassare i crediti prorogati e, di conseguenza, di onorare i loro di impegni finanziari. Il mondo produttivo invoca quindi per il rilancio del Sud il modello Morandi altrimenti ci si infilerà in un tunnel lunghissimo che non fa intravedere la luce. Il turismo è il settore più colpito: le spiagge meridionali non devono restare semi-deserte.

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