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Il pronto soccorso dell’ospedale Cotugno di Napoli

Tempo di lettura 3 Minuti

Un’arma naturale per contrastare il Covid-19. Da Napoli arrivano buone notizie. Sta dando ottimi risultati la sperimentazione avviata da tempo dall’ospedale Cotugno e dell’Università “Federico II”, finanziata dalla regione Campania. Gli studi sul plasma di asintomatici, di pazienti con pochi sintomi e di vaccinati producono anticorpi capaci di bloccare il virus, di neutralizzarlo completamente. Senza vaccino e con un investimento economico inferiore, l’epidemia potrebbe essere combattuta. Gli anticorpi con massima efficacia prodotti da decine di persone messi assieme riconoscono tutte le varie parti del virus, non una sola.

«Scegliamo quei soggetti che hanno il massimo di immunità cellulare che però resta lì nel corpo dell’individuo e separiamo soltanto gli anticorpi a massima capacità di neutralizzazione. Questo significa che noi naturalmente riusciamo a produrre una quantità di anticorpi molto importante e rapida che riconosce varie parti del virus e non soltanto una, come nel caso degli anticorpi di sintesi – spiega Giuseppe Matarese, professore Ordinario di Patologia Generale e Immunologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II –, Questi ultimi sono molto validi ma hanno la controindicazione che se nel caso ci fossero delle mutazioni non avremmo la stessa efficacia. Il fatto di mettere insieme un pool di centinaio di persone almeno, ognuna delle quali produce decine di anticorpi diversi, ci dà una chance maggiore di efficacia e di riduzione di eventuali desistenze. Il costo? La nostra industria, i nostri produttori siamo ognuno di noi, soprattutto quelli guariti senza sintomi o addirittura potremmo usare il plasma dei vaccinati. Più vaccinati abbiamo e più possibilità abbiamo di ottenere più plasma con capacità di neutralizzazione del virus».

STUDIO CLINICO PILOTA

Parallelamente va avanti anche lo studio clinico pilota “Ipercovid” per valutare l’efficacia terapeutica delle immunoglobuline iperimmuni altamente purificate contro il virus SARS-CoV2 L’idea progettuale – portata avanti dal Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università di Napoli Federico II & Dipartimento di Medicina di Laboratorio e Trasfusionale AOU Federico II, dal Dipartimento delle Malattie infettive e delle Urgenze Infettivologiche dell’Ospedale Cotugno di Napoli, e dal Centro Regionale di Competenza in Biotecnologie Industriali ‘BioTekNet’ – permetterà di isolare le immunoglobuline iperimmuni a partire dal plasma dei pazienti guariti dall’infezione Sars-CoV2, al fine di fornire un nuovo tool terapeutico per i pazienti più critici ed un eventuale presidio preventivo per i soggetti esposti e a rischio di infezione (ad esempio personale sanitario).

Le immunoglobuline iperimmuni sono un preparato biomedico che consiste in una soluzione in cui è purificata in condizioni di Good Manufacturing Practices (GMP) la frazione gamma-globulinica del plasma, contenente gli anticorpi ad alto titolo sviluppati contro il Sars-CoV2 dai soggetti guariti recentemente dall’infezione. Questo tipo di preparazione è nota da tempo in varie patologie e viene utilizzata correntemente anche nella prevenzione dell’infezione tetanica o della rabbia. La terapia con immunoglobuline iperimmuni si basa dunque sul principio di fornire al paziente una “immunizzazione passiva (o adottiva)” dovuta agli anticorpi già formati da un altro soggetto che è già guarito dall’infezione. È una medicina “endogena” che ogni paziente guarito ha dentro di se. Data la natura “passiva” dell’immunizzazione, che non presuppone una risposta da parte del sistema immunitario del paziente, il trattamento potrebbe essere utilizzato con efficacia anche nei casi di pazienti defedati, anziani, immunodepressi o in cui è nota l’esposizione recente ad un soggetto infetto.

Tale progettualità sarà realizzata grazie alla collaborazione tra gli organismi di ricerca pubblici sopramenzionati e il contributo totalmente liberale di una azienda farmaceutica leader del settore della lavorazione di plasma-derivati quale Kedrion Biopharma, azienda multinazionale presente con propri laboratori ed un’importante unità produttiva sul territorio campano. Anche i risultati di una ricerca condotta dall’istituto zooprofilattico di Foggia dimostrano l’efficacia del siero iperimmune contro le mutazioni del virus.


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