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I trasporti dei vaccini covid fanno gola alle organizzazioni mafiose, come da anni le ambulanze private per il trasporto dei malati, un monopolio nelle mani di clan o di personaggi vicini alle organizzazioni criminali. Dopo farmacie e medicinali, ora anche la distribuzione dei vaccini rischia di far parte del sistema d’affari delle cosche. Da Nord a Sud. A lanciare l’allarme sulla “mafia sanitaria” è la Fondazione “Antonino Caponnetto”, che dedica spazio al fenomeno nel suo recente report sulla criminalità organizzata.

«Da anni la mafia si occupa di farmacie – sottolinea il presidente della Fondazione, Salvatore Calleri – hanno un ruolo importante nel territorio e per questo sono appetibili: il traffico di farmaci, veri o falsi, o delle bombole di ossigeno, come gli appalti nelle forniture sanitarie sono business che fanno gola alla criminalità organizzata, i cui giri d’affari prosperano. Data l’attuale penuria, i sieri anti Covid rischiano di aggiungersi all’usura e all’estorsione nei confronti di molte imprese messe in ginocchio dal lockdown».

Come il terremoto dell’Irpinia del 1980, le emergenze sono il dramma di tanti e un affare da cogliere al volo per pochi. «La mafia ai tempi del covid, si occupa in particolare del riciclaggio, dell’usura e delle acquisizioni commerciali. Cose abbastanza note purtroppo – si legge nel dossier della Fondazione – Al contrario la cosiddetta mafia sanitaria ossia la mafia che si occupa di sanità non è un tema sufficientemente trattato. Pochi lo ricordano ma da anni la mafia si occupa delle farmacie/parafarmacie tant’è che ci sono oramai numerose inchieste in corso. Le farmacie hanno un ruolo importante nel territorio e per questo sono appetibili. Il traffico dei farmaci veri o falsi, delle bombole di ossigeno ed i furti sono un business che fa gola ai mafiosi». Ma è in generale il settore sanitario ad essere da sempre tra i più “corteggiati” dalle organizzazioni criminali, come viene anche evidenziato dalla Fondazione “Caponnetto”.

«Un altro rischio corrente è quello degli appalti nelle forniture sanitarie dove la fretta dovuta alla emergenza ha favorito i clan e le truffe. Le inchieste in proposito sono numerose. Non rimane che affrontare la gestione delle Asl e degli ospedali che a volte sono in mano alle mafie specie dove controllano il territorio e grazie alle nomine di professori e primari a loro vicini. In fondo ma non per importanza non bisogna dimenticare il traffico di ambulanze, diffuso soprattutto al sud che è una vera piaga sociale». Ma ciò che balza agli occhi nel dossier è l’allarme che viene lanciato sulla vaccinazione in Italia. «Un altro settore quindi su cui stare attenti sarà la distribuzione dei vaccini, sia influenzali che soprattutto quelli covid – si legge – Bisognerà prestare molta attenzione ai trasporti dei vaccini covid nel momento della distribuzione».

Ma non è la sola “Caponnetto” ad essere preoccupata. L’allarme sul pericolo infiltrazioni è contenuto del report dell’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, voluto dal Viminale. I clan della criminalità organizzata potrebbero sfruttare l’occasione della diffusione del vaccino anti Coronavirus per incrementare il loro giro di affari illegali. «La prossima diffusione dei vaccini potrebbe costituire l’area di interesse dei gruppi criminali in funzione della elevata domanda e della fisiologica bassa offerta iniziale». E nei giorni scorsi, proprio a testimoniare che il pericolo è reale, l’invito a non abbassare la guardia era giunto anche dal segretario generale dell’Interpol, Jürgen Stock, che aveva affermato che il vaccino è «una cosa preziosa da distribuire e le organizzazioni sono già preparate».

Tra l’altro gli interessi attorno ai vaccini sono dimostrati anche dagli attacchi informatici subiti dal sistema sanitario e dalle infrastrutture destinate a gestire l’emergenza. Nei primi dieci mesi del 2020, infatti, i cyber attacchi sono cresciute del 353% e le persone denunciate del 104%.


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