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È TEMPO di bilanci e proteste il giorno dopo l’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio per accedere ad alcune attività della vita sociale e due giorni dopo l’estensione del certificato verde anche per il personale scolastico. A montare è il disappunto dei presidi, i quali non contestano la misura in sé, quanto l’onere del controllo che grava su di loro.

La sanzione in caso di inadempienze, in ambito scolastico così come in altri settori, ammonta dai 400 ai mille euro per quanti sono deputati al controllo. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli ritiene «inaccettabile che sui colleghi incombano molti più oneri che sugli altri dirigenti dello Stato a fronte di una retribuzione nettamente inferiore».

Rafforza il concetto Maddalena Gissi, segretaria della Cisl scuola, che chiede «al più presto la modifica della norma che prevede sanzioni per i presidi» per il mancato rispetto dell’obbligo di Green Pass per il personale scolastico. La Gissi sottolinea che un preside non un «ispettore per la salute».

«Non è possibile», dice, «i presidi svolgono un compito di indirizzo e leadership educativa e pedagogica, ogni distrazione fa un danno e non può essere individuato il dirigente per un adempimento che non attiene al suo ruolo».

L’obiettivo dichiarato del governo, attraverso il Green Pass obbligatorio per il personale scolastico, è rendere le scuole un luogo più sicuro ed evitare così il ricorso alla Dad. Per ora, come riferisce il rapporto settimanale sulla campagna vaccinale della struttura commissariale per l’emergenza Covid, sono 217.870 i lavoratori di questo settore che non hanno ancora ricevuto il vaccino, vale a dire il 14,87% del totale. È invece appena l’1,95% del totale il personale sanitario non vaccinato, cioè 38.166 unità. Altri dati che emergono dal rapporto è che sono 2.168.731 gli over 60 senza vaccino, a cui si aggiungono 2.257.514 persone della classe d’età 50-59 anni.

A proposito di numeri, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha reso noto che solo nella giornata di venerdì, primo giorno di certificazione verde obbligatoria, sono stati scaricati oltre 6,7 milioni di Green Pass. E sempre venerdì, su 84.580 persone controllate, sono state appena 17 le sanzioni comminate e 8 le denunce delle forze dell’ordine per inadempienza nei confronti della nuova misura.

Lo ha reso noto il Viminale, che ha inoltre fatto sapere che su 6.523 esercizi commerciali controllati, 10 sono stati i titolari sanzionati e 5 le chiusure. A parte l’aspetto sanzionatorio, un primo bilancio economico dell’obbligo di Green Pass lo ha fatto Filiera Italia: «Calo del 25% negli accessi ai ristoranti al chiuso, 1 italiano su 4 ha desistito e come prevedibile sono state soprattutto le famiglie con minorenni al seguito a rinunciare», ha spiegato il consigliere delegato Luigi Scordamaglia mettendo a confronti i dati dell’altro ieri con quelli del venerdì precedente.

Scordamaglia ricorda che il tasso di vaccinazione dei minori è molto basso e che «8 euro ogni 48 ore per i tamponi sono troppi per buona parte degli italiani». Di qui l’appello ad esentare dall’obbligo la fascia d’età 12/18 anni almeno fino a settembre «per sostenere la ripresa e non infliggere una nuova penalità a un settore in difficoltà a cui sin dall’inizio sono stati richiesti i sacrifici maggiori».

Il dibattito sul Green Pass è acceso in Italia, ma ancora di più in Francia, dove ieri decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le restrizioni imposte dal Governo Macron. Per il quarto sabato consecutivo erano piene le vie di Parigi, ma anche di altre città. Nella capitale sono stati dispiegati 3 mila agenti di sicurezza, un numero anomalo per un evento in agosto. Il pass sanitario francese, dopo il pur parziale via libera della Corte costituzionale, entrerà in vigore da domani.

Proteste ieri si sono registrate anche in Italia: a piazza del Popolo, a Roma, ma anche a Milano, Firenze e Napoli, seguite a quelle che in diverse città d’Italia si sono susseguite per tutta la settimana. Intanto il bollettino del ministero della Salute ha confermato la tendenza all’aumento delle ospedalizzazioni: 288 i pazienti in terapia intensiva (+11) e 2.533 quelli in area medica (+84). I tamponi positivi sono stati 6.902 su 293.863 effettuati, con il tasso di positività che cala ancora al 2,3% (venerdì era al 2,7%). Le vittime in un giorno sono state 22, mentre erano state 24 il giorno prima.


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