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Le leggi italiane strane vengono a volte aspramente contestate, ma in realtà le contestazioni servono a ben poco. Una volta che sono state stabilite o si attende un loro annullamento oppure non ci può fare molto: bisogna rispettarle.

L’ultima chicca arriva dalla Basilicata, esattamente da Tursi. Circolazione e stazionamento, infatti, sono vietati ai cani sul corso (via Roma), nella piazza e nei parchi gioco della cittadina materana. Lo ha disposto con ordinanza il sindaco Salvatore Cosma, per dare un segnale forte ai cittadini indisciplinati nella gestione degli amici a 4 zampe. Il provvedimento restrittivo è stato, però, fortemente contestato dall’Oipa nazionale (Organizzazione internazionale protezione animali), che lo giudica illegittimo e ne chiederà l’annullamento nelle sedi giudiziarie. Oipa ha già ha presentato istanza di annullamento.

In Veneto, e precisamente ad Eraclea, in provincia di Venezia, non si può vagare per la spiaggia senza maglietta, ma non basta, non si può neanche per costruire castelli di sabbia, raccogliere conchiglie e prelevare sabbia.

A Lerici, in provincia della Spezia, non si circolare per la cittadina indossando esclusivamente un costume, anzi questo scandaloso outfit non può essere sfoggiato neanche per stendere gli asciugamani fuori dai balconi e dalle finestre.

Niente massaggi da personale ambulante sulle spiagge di Emilia Romagna e Toscana, a meno che non si sia disposti a sborsare una cifra astronomica per godersi una mezz’ora di relax (multa da 2 mila a 10 mila euro).

A Venezia, inoltre, è vietato fare picnic e a breve sarà vietato anche fumare. A Roma non è più possibile sedersi sulla maestosa scalinata di Trinità dei Monti.

A Sirolo, incantevole borgo della Riviera del Conero nelle Marche, non si occupa il posto in spiaggia lasciando un asciugamano, non solo perché non è buona educazione ma anche perché si rischia di essere totalmente fuori legge.

Chi pensava di mangiare un panino o di calzare un paio di zoccoli a Capri o a Positano deve toglierselo assolutamente dalla testa. It’s not possible! Decisamente inappropriato. A Positano, Bacoli e Ravello i sindaci hanno dovuto bandire i fuochi d’artificio durante matrimoni e feste private. A Positano, però, il sabato via libera ai giochi pirotecnici. Dal momento che in questo caso la legge era stata motivata come una misura antincendio dobbiamo intuire che il sabato il fuoco è forse meno probabile.

Botti vietati anche al Nord, come caso del comune di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso. A Sorrento sono gli artisti di strada a stare nel mirino delle leggi insolite italiane. Un’ordinanza vieta di sostare nello stesso posto per più di quindici minuti: 500 metri più in là sono sufficienti.

A Brescia le gradinate dei monumenti storici sono considerate off limits. Qualche turista ha già subito le conseguenze per aver osato sostare sui gradini: multe salatissime. A Eboli, invece, sono più preoccupati per la sicurezza alla guida e cercano di vietare tutti i comportamenti che potrebbero distrarre mentre si è al volante. È proibito anche baciare in auto il proprio partner, pena una multa che può arrivare a 500 euro.

A Venezia, Lucca e Cesena non si può dar da mangiare ai piccioni. A Pordenone è preferibile non litigare con fidanzati o amici. Si rischia una multa da 25 a 500 euro, perché nelle vie principali sono vietati gli assembramenti di persone “che assumono atteggiamenti o fanno cose che non consentono la fruizione degli spazi pubblici da parte di altri cittadini“.

A Sanremo, la città della musica italiana, non si può parlare con le prostitute. A Lecco, invece, è vietato chiedere l’elemosina. Stop alle infradito alle Cinque Terre. Troppi gli incidenti negli ultimi anni, dovuti all’abitudine dei turisti di avventurarsi tra i sentieri del Parco Nazionale ligure indossando semplici ciabattine di gomma. Il rischio, non da poco: scivolare giù dagli scogli. E ora, chi non rispetta il divieto, può incorrere in una sanzione che va da 50 a 2.500 euro.

STRANEZZE NEL MONDO

Paese che vai, regole che trovi. In Svizzera, per esempio, è proibito tirare la catena del wc dopo le 22 e, per gli uomini, urinare in piedi di notte: il rumore potrebbe infastidire il vicinato. A Singapore, uno dei paesi più puliti al mondo, per risparmiare sulla pulizia delle strade dal `92 si è deciso di vietare la vendita e il consumo di gomme da masticare. Dal 2004 sono concesse solo a chi ha una particolare prescrizione.

A Dubai, invece, le coppie devono fare attenzione, baciarsi in pubblico è illegale e non si addice ai rigidi standard morali locali. Vietato anche tenersi per mano, bere alcolici in pubblico e ubriacarsi, ballare per strada, assumere droghe, giurare o lanciare una maledizione e sputare. Tra i divieti più strambi, c`è quello di cantare “My Way” di Frank Sinatra nelle Filippine, dove sono maniaci del karaoke. Canzone messa al bando perché ritenuta connessa a una serie di omicidi.

In Burundi, invece, se durante la guerra civile si usava correre in gruppo per allentare la tensione e proteggersi dagli attacchi delle milizie, dal 2014 il presidente Pierre Nkurunziza lo ha proibito, sostenendo che un tempo quell`attività era una copertura per progettare attività sovversive contro il governo. In Turkmenistan, altra stranezza, dal 2005 il governo ha proibito agli artisti di esibirsi in playback durante spettacoli tv ed eventi culturali per “preservare la cultura autentica del Paese”.

E negli Stati Uniti dal `38 sono vietati cibi che contengono giocattoli, quindi no alle uova Kinder con sorpresa all`interno che potrebbero essere ingerite dai bambini. Per Jetcost, anche importare i famosi cioccolatini nel Paese può valere una multa di 2.500 dollari. In Cina, invece, sono proibiti film come “Terminator” o “Ritorno al futuro” in cui ci sono viaggi nel tempo. Il partito comunista cinese sostiene che “riscrivono la storia e vanno contro il rispetto della tradizione”.

Mentre in Corea del Nord da pochi mesi c`è il divieto di indossare jeans e avere piercing, una nuova misura restrittiva contro le mode occidentali voluta da Kim Jong-un. Curiosa anche la legge britannica che vieta di morire in Parlamento, perché ha lo status di Palazzo della famiglia reale, quindi una persona deceduta al suo interno avrebbe diritto a un funerale di Stato.


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