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È un paese tutto dispari. Non si tratta soltanto della disparità di genere, rappezzata qua e là con aumenti agli stipendi delle donne, ma disparità di trattamento e di considerazione.

Esempio lampante: se volete salire sui treni veloci per ricchi, quelli rossi o bianchi che collegano le grandi città, dovete sedere rispettando tutte le distanze di sicurezza. Se viaggiate nel carro bestiame dei treni regionali, che una volta costituivano l’indimenticata “terza classe” di legno per i proletari pendolari, ogni vicinanza è non solo permessa, ma imposta.

Vi avvicinate ai grandi assembramenti che si formano nelle città e che sono costituiti da persone che sfacciatamente se ne infischiano di ogni norma, sfidando le forze dell’ordine sapendo bene -– ecco un altro elemento di squilibrio – che le stesse forze dell’ordine non dispongono di strumenti per limitare la libertà di chi viene trovato in flagrante mancanza di rispetto per le regole. Le forze dell’ordine possono prendere gli estremi della persona e inviare una denuncia alla magistratura.

TUTTI EROI

Questa carenza di legittimità nella limitazione della libertà sta alla base delle proteste rivolte al governo per l’uso di alcune navi da crociera in Sicilia, usate come prigioni galleggianti – benché confortevoli e sicure – perché semplicemente impediscono ai loro ospiti di lasciare la nave e andarsene, come invece hanno regolarmente fatto quasi tutti gli stranieri irregolari invitati a fare la quarantena negli hot spot, regolarmente abbandonati.

L’intera antologia dell’epopea scolastica, dalla chiusura alla riapertura, con le fasi grottesche dei banchi a rotelle e la sostanziale mancanza di aule e insegnanti, sarebbe in qualche modo tollerabile, se non benevolmente comprensibile, se almeno i giornali e telegiornali che tifano sempre per il governo – qualsiasi governo, purché sia in carica – non calcassero la mano e il piede sull’aspetto costantemente eroico di tutti.

La ministra Azzolina che imbarazza tutti e che onestamente non è all’altezza neanche della gestione di un condominio, non si limita a dire – anzi non lo dice affatto – “abbiamo sbagliato tutto, abbiate pazienza, stiamo cercando di correggere i molti errori fatti”.

Neanche per sogno. Voi seguite i notiziari e le dichiarazioni impartite con tono santificato, militaresco, a occhi sbarrati da vocianti portavoce e scoprite sempre che dietro queste altalenanti sconfitte si nasconde una legione di eroi. Di quali gesti, non si sa. Ma sono tutti lucidi e affannati dallo sforzo. Tutti eroi: ministri, viceministri, sottosegretari, soldati semplici, portaborse che hanno quasi sempre un aspetto da furetti allucinati mentre recitano gli slogan televisivi con un’aria al tempo stesso fragile, ma che non ammette contraddittorio.

LA DISCONTINUITÀ

E poi quell’imprevedibile Grillo-talpa che di solito se ne sta tranquillo in campagna e che poi improvvisamente si fa vivo, va in streaming e con quello strumento ormai biblico fa sapere al mondo di avere delle grandi, grandissime idee, peccato che adesso non se le ricordi, ma insomma qualcun altro prima o poi fa da apripista.

Poi tutti gli altri puntano sulla vaghezza generica, ma hanno imparato a farlo con un tono perentorio, tendente al ducesco. Purtroppo, la doppia anima non shakerata del Pd e del M5S non riesce neanche volendo a dare risultati fecondi, come quando i contadini tentano di accoppiare i muli, sia detto senza alcuna malizia.

L’oscillazione pro o contro il Mes rispecchia nel centrosinistra esattamente quel che accade nel centrodestra, dove Salvini la pensa un po’ troppo stesso come Di Maio, sicché in quell’area grigia fra verde e giallo spira un venticello di nostalgia. Ma lasciando stare le ideologie, che non ci sono, e anche le idee, che scarseggiano, ci troviamo di fronte a un panorama fatto soltanto di discontinuità in ogni campo e settore.

LE DISPARITÀ

Abbiamo detto quello degli immigrati, in cui i Cinque Stelle tendono a scavalcare a destra il partito che ebbe come ministro degli Interni Marco Minniti, quello che affrontando la questione libica ottenne quasi tutti i risultati di cui poi si vantò Salvini.

Prendiamo la questione dei generi e delle loro disparità: dopo grandi battaglie verbali, alla fine soltanto il 21,17% è donna nei vertici delle strutture ospedaliere dopo le ultime nomine. Né risulta che il governo – molto eloquente in materia di dichiarazioni generali e di principio, anche con toni veramente molto accesi – abbia costruito un modello su cui lavorare efficacemente per combattere la violenza sulle donne, così come emerge dalla vasta letteratura dei femminicidî.

Al di là della pura e semplice (e ci mancherebbe) riprovazione e sdegno, non risulta che il governo, né il ministero degli Interni, né della Salute, abbia svolto una approfondita analisi intanto alla ricerca statistica e geografica di tutte le cause e modalità di questo genere di violenze.

Anzi, si ha spesso l’impressione che venga posta molta cura nel mantenere alto il tasso di genericità e di semplice condanna morale, senza approfondire e indicare le cause, che certamente ci sono, degli atti di violenza contro le donne, che seguitano a morire anche nei casi in cui il loro destino è stato già annunciato e segnalato alle autorità competenti che però non hanno strumenti appropriati per agire.

I PARADOSSI

I lunghi mesi del lockdown hanno provocato una quantità incalcolabile di eventi paradossali e terribili causati dalla convivenza forzata di molti nuclei familiari che avrebbero avuto bisogno dell’intervento preventivo di una task-force formata da personale misto di servizi sociali, terapeuti specifici e personale medico e paramedico, oltre che di pubblica sicurezza.

Verrebbe da dire: altro che reddito di cittadinanza: entrambe le anime di questo governo avrebbero avuto e hanno ancora la possibilità di fare qualcosa che vada oltre le solite grida pubblica retorica, per creare e far agire personale capace di prevedere e prevenire, sia nel caso delle donne minacciate (in genere perché hanno dichiarato conclusa la loro storia con il marito o compagno) che dei figli che, come abbiamo visto in questi tempi, sono stati spesso le vittime sacrificali di situazioni statisticamente prevedibili, ma trattate ciascuna soltanto come un singolo caso assurdo e inconcepibile, mentre si tratta di casi prevedibili e previsti, almeno statisticamente. Queste disparità, con il ritorno a scuola, l’inizio della stagione delle normali malattie e del riacutizzarsi del Covid, tenderanno ad aumentare e le forze di governo non avranno alcun alibi dietro cui nascondersi.

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