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Silvio Berlusconi

Tempo di lettura 3 Minuti

di Biagio Maimone 

Caro Silvio Berlusconi, ho partecipato, con gioia, nello scorso  mese di ottobre, a Saint Vincent, al Convegno indetto dalla Fondazione DC, organizzato da Gianfranco Rotondi, dal titolo: ‘Laudato si’: la politica cristiana dal bianco al verde’.Si respirava già l’aria di un profondo cambiamento nell’ambito della politica italiana. 

Non per presunzione, ma per principio di realtà, sento la necessità di affermare che Rotondi è stato il  precursore dell’attuale cambiamento e lo attestano i temi che, nell’ambito del Convegno,  sono stati oggetto di trattazione.

Difatti, si è parlato dell’importanza del ‘Laudato si’, relativamente alla salvaguardia dell’ecosistema, sulla scia di Francesco d’Assisi e di un nuovo modello di democrazia, alla luce dell’esigenze sorte dal piano dei processi economici e sociali.

Nell’ambito del suddetto Convegno si è affermato, altresì, che il populismo ha dimostrato di non essere un modello applicabile politicamente in quanto crea disordine sociale e rabbia, nonché odio  verso chi la pensa in modo diverso.

Si è parlato, inoltre, della necessità dell’adozione di una visione politica fondata sui valori propri della democrazia, rivalutata per quanto attiene i suoi principi universali. Altrettanto rilievo è stato dato alla necessità della creazione di un nuovo sistema economico, che dia vita ad un’economia “Dal Volto Umano”, come mi piace definirla,  imprescindibile per rilanciare i processi economici in ogni nazione del  mondo, messi a dura prova dalla globalizzazione ed, ancor più, dalla pandemia.

Saint Vincent ha posto le basi per l’attuazione di un cambiamento, a cui, attualmente, il Governo Draghi ha dato vita, il quale sembra aver seguito il percorso tracciato dal Convegno e la volontà di Gianfranco Rotondi di fondare un centro politico, con l’intento precipuo di creare quell’unità necessaria per uscire dalla crisi.

Hanno capito tutti, anche Salvini, che bisognava dar corso ad un processo di natura democratica per riordinare quanto gli eventi drammatici, legati alla pandemia, avevano reso ormai confuso e disorganizzato, a tal punto che sovrano  era solo il caos.

Dopo il Convegno di Saint Vincent, dopo la vittoria di Joe Biden negli Stati Uniti e dopo la transizione della politica italiana verso il centro, ossia verso una nuova democrazia, che prende le mosse dalle orme dell’ex  Democrazia Cristiana, ci siamo stupiti nell’osservare che Mario Draghi, consapevolmente o inconsapevolmente, abbia messo in pratica proprio quei contenuti che hanno connotato la natura del Convegno  ‘Laudato Si’. Strano? Ma vero! Chissà, i contenuti validi spesso hanno il potere di contagiare.

Mi preme sottolineare, infine, che è intenzione di Gianfranco Rotondi creare un ponte tra il passato e il futuro,  mediante una concezione democratica della vita, che includa anche il tema dell’ambiente.

Il prossimo passo, pertanto, sarà creare un grande Partito Popolare Italiano, sorretto da un grande movimento di unità nazionale, che segnerà l’avvio della “Nuova Democrazia”, che si prefigge l’intento di includere ogni essere umano nel contesto della società, la cui umanizzazione consentirà di ricostruire il tessuto socio-politico ed economico, ormai frantumato, sia dell’Italia, sia  di ogni territorio che voglia realmente rinascere, dopo lo tsunami che ha devastato l’intera umanità.

Credo fermamente, alla luce delle suddette considerazioni, nella costituzione, in Italia, di un grande centro popolare, composto da forze politiche omogenee, legate da una visione unica della politica, quella espressa durante il Convegno “Laudato Sì”.

Possiamo ancora sperare di creare con Gianfranco Rotondi e, molto probabilmente, anche con l’aiuto di Giuseppe Conte, un’importante forza popolare democratica, tuttavia bisogna mettersi subito all’opera, senza titubanza alcuna.

Caro Silvio Berlusconi, non abbandoni la possibilità di contribuire a dar vita al Partito Popolare Italiano, in quanto esso rappresenterebbe la vera democrazia, il vero partito di centro moderato, cristiano e cattolico.

L’unità si raggiunge con l’unità degli intenti e non mettendo insieme anime diverse, che diventano anime ribelli, proprio in quanto non trovano lo spazio per affermare la propria identità e le proprie reali aspettative, il cui anelito viene represso, in quanto inscatolato ed, in tal modo, tacitato.


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