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On. Anzaldi, ha sentito quello che ha detto ieri sera Daverio alle Iene? Nessuna marcia indietro sul suo voto “parziale” alla trasmissione della Rai Il Borgo dei Borghi. Anzi Daverio vuole denunciare lei ed il sindaco di Palazzolo Acreide. Che idea si è fatto a questo punto di questa vicenda?

«Le parole di Daverio alle Iene sono vergognose e inqualificabili: ha insultato tutti i siciliani, un organo parlamentare come la commissione di Vigilanza, il sindaco e i cittadini di Palazzolo Acreide. Altro che minacciare infondate querele contro chi ha denunciato il suo potenziale conflitto di interessi, qui siamo di fronte a dichiarazioni di inaudita gravità. Spero che la Rai interrompa subito qualsiasi tipo di collaborazione presente e futura con Daverio».

Come giudica il silenzio della Rai rotto solo oggi dopo gli insulti di Daverio? Lei pensa che la Rai abbia delle precise responsabilità in questa vicenda?

«La Rai doveva vigilare e non lo ha fatto. Il direttore di rete, il responsabile della trasmissione sapevano che Daverio aveva rapporti così stretti con il borgo che poi ha vinto? Sapevano che sarebbero potuti emergere inevitabili sospetti di favoritismo, così danneggiando la Rai stessa e tutti i borghi in gara? Alle Iene Daverio in pratica confessa quando dice di ‘aver fatto quello che andava fatto’ e quando dice di non amare la Sicilia. Perché ancora oggi l’amministratore delegato Salini e il Cda stanno in silenzio, a maggior ragione dopo gli insulti di Daverio? Perché la Rai pagata dai cittadini chiede ai cittadini di spendere altri soldi, con il televoto, se poi questo televoto non serve a niente?»

I siciliani ed i meridionali in genere sarebbero per Daverio solo i soliti terroni che rosicano. Si può avallare una analisi cosi squallida e razzista da chi da anni va a spiegare l’arte e la cultura in tv?

«Una brutta pagina, insulti vergognosi che peraltro rimandano a stucchevoli luoghi comuni. Daverio farebbe bene a chiedere subito scusa a tutti i siciliani, altrimenti mi auguro che tutte le istituzioni che hanno a che fare con lui interrompano ogni tipo di collaborazione».

Che cosa consiglierebbe a questo punto al sindaco ed alla comunità di Palazzolo Acreide il paese siciliano penalizzato ed ora anche gravemente offeso dalle parole di Daverio.

«Il sindaco ha scritto alla commissione di Vigilanza Rai chiedendo di essere ascoltato: un’iniziativa sacrosanta che in commissione sosterrò. L’Amministrazione comunale potrebbe anche chiedere chiarezza all’amministratore delegato Rai Salini e a tutti i consiglieri di amministrazione del servizio pubblico. E poi mi auguro che possa concretizzarsi la proposta avanzata dalla Pro Loco di Bobbio: vedere il borgo emiliano e Palazzo Acreide gemellati. Perché entrambi sono stati danneggiati dal pressappochismo della Rai».

Lei ha chiesto di fare soprattutto chiarezza su questo meccanismo del televoto che non solo e’ costoso ma  non sempre e’ stato corretto in questi anni. Perché?

«I cittadini pagano non pochi soldi, 0,51 euro a telefonata o per ogni sms, con un massimo di 10 voti a utenza, quindi si arriva in una famiglia anche a 15-20 euro. E poi a decidere è qualcun altro, come ha confermato il comunicato di Rai3. Si può anche essere d’accordo che ci sia una giuria di qualità, ma allora perché invitare i cittadini a spendere soldi? E poi questi soldi a chi vanno? Alla Rai, che già prende quasi 2 miliardi di canone? O alla società esterna che produce la trasmissione? È bene che venga fatta chiarezza. Non si possono prendere in giro i telespettatori, chiedergli di esprimersi o puoi sconfessare il loro voto in maniera così plateale».

Da anni lei combatte una battaglia solitaria, nel silenzio di tutti, per una corretta idea del servizio pubblico. Non pensa che la colpa di questo sfascio sia stata proprio della politica che ha sempre cercato di mettere le mani sulla Rai?

«La colpa non è della politica ma della cattiva politica. I politici rappresentano i cittadini e il Parlamento ha la responsabilità di dare gli indirizzi per amministrare il servizio pubblico. I problemi nascono quando chi deve applicare gli indirizzi di buona gestione della Rai e dell’informazione o decide di non rispettare le prescrizioni del Parlamento oppure le applica in maniera sbagliata, magari per tutelare privilegi e posizioni di favore. Spesso la politica ha anche nominato persone inadeguate al ruolo. Basti pensare alla nomina a presidente di Marcello Foa, un sostenitore di Salvini che in nessuna maniera avrebbe mai potuto ricoprire il ruolo di presidente di garanzia. La vecchia maggioranza ha forzato le regole, ma oggi che la maggioranza è cambiata si continua a coprire quella forzatura. Perché Pd e M5s non fanno ricontare le schede?»


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