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Ingresso a scuola

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Chiusure temporanee, “coprifuoco” locale deciso dai sindaci in piazze e vie dopo le 21 di fronte ad eventuali rischi di assembramenti, didattica a distanza solo in situazioni critiche, entrata ritardata e possibili turni pomeridiani per le classi. Sono questi i contenuti, in estrema sintesi, del Dpcm presentato questa sera dal premier Giuseppe Conte.

Un decreto anti-movida che tutela chi rispetta le regole e che è stato “chiuso” dopo quasi tre giorni di riunioni al tavolo delle trattative assieme a Regioni e Enti locali. Ma «la strategia non è e non può essere la stessa della primavera», assicura il premier Giuseppe Conte, che aggiunge: «Il provvedimento dovrà consentirci di affrontare la nuova ondata di contagi».

Alle Superiori a scuola non prima delle 9

Importanti novità per la scuola, soprattutto per scongiurare l’assalto ai mezzi pubblici nelle prime ore del mattino. «Fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza – ha spiegato Conte – per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00».

Aiuti non “a pioggia”

Davanti a scelte difficili soprattutto per alcuni settori economici, il premier ha spiegato: «Con questo Dpcm dobbiamo predisporci per elargire ristori per chi soffrirà per queste misure. Ci sono quattro miliardi».

«Alcune somme – ha sottolineato – devono essere disponibili entro fine anno. Non possiamo permetterci di affrontare una elargizione a pioggia. Ora la strategia è cambiata. Ci sono dei segnali di ripresa economica che ci fanno piacere, parlo del terzo trimestre. Dobbiamo continuare a correre, ma ristorare con criteri selettivi per chi ha davvero bisogno. Dobbiamo usare le risorse con avvedutezza».

Raddoppiate terapie intensive

Conte ha provato a dare segnali positivi in termini di capacità delle strutture sanitarie ad accogliere pazienti covid: «Le terapie intensive sono più che raddoppiate e continueremo ad intervenire per distribuire attrezzature alle Regioni».

In Parlamento martedì o mercoledì

Oltre ad una telefonata con cui ha comunicato le decisioni anche ai leader dell’opposizione, Conte sarà in Parlamento tra martedì o mercoledì: «Ho avvertito i presidenti di Camera e Senato. Andrò in Parlamento, martedì o mercoledì. Il confronto con il Parlamento ci sarà», aggiunge riferendo che c’era urgenza nell’intervenire perché «i numeri sono seri». 

Pubblica amministrazione, riunioni a distanza

Stretta anche sulla pubblica amministrazione dove «è previsto che tutte le riunioni si svolgano con modalità a distanza».

Soluzioni più dure per bar e ristoranti

Il nuovo pacchetto di misure coinvolge soprattutto bar e ristoranti che chiuderanno a mezzanotte, ma su di loro potrebbero gravare provvedimenti che puntano a limitare in modo mirato i luoghi che espongono a maggiore rischio di assembramento: in quei casi la chiusura anticipata alle 21 potrebbe quindi essere applicata -secondo il provvedimento – dagli stessi sindaci per intere strade.

Sindaci che però non ci stanno e rimandano la palla al Governo: «Sarebbe un coprifuoco scaricato sulle nostre spalle. L’esecutivo si assuma le sue responsabilità».

In qualunque caso, dalle 18 sarà possibile soltanto il consumo al tavolo, a cui dovranno in ogni caso sedersi massimo sei persone. E all’esterno dei locali dovrà essere riportato il numero massimo di clienti consentiti all’interno. E’ proprio su questi ultimi punti che è rimasta in piedi l’intesa tra governo e Regioni, le quali chiedevano di non penalizzare ulteriormente quei settori già colpiti dal lockdown.

Sport e palestre

Palestre aperte, come volevano i governatori, ma con riserva: dopo un braccio di ferro tra i ministri di Sport e Salute, Spadafora e Speranza, – il secondo era per chiuderle – le strutture incassano al momento una settimana di tempo per adeguarsi in maniera rigorosa ai protocolli. Gli sport di contatto a livello amatoriale, come calcetto e basket, restano vietati con uno stop anche per le relative associazioni e scuole per bambini e ragazzi. Il calcio dilettantistico resta attivo fino alla prima categoria.

Smart working e trasporto locale

Sul fronte dell’alleggerimento del trasporto locale, l’unica soluzione che accontenta tutti – Esecutivo e Regioni – è quella di portare la quota di persone in smartworking dal 50 al 75%.

Non ci sarà una riduzione della quota di riempimento dei mezzi, ma l’adozione di misure un maggior controllo sulle banchine delle metropolitane per agevolare i flussi di salita e discesa.

«Aerei, navi, bus, treni a lunga e corta percorrenza hanno contribuito con lo 0,1% al contagio», chiarisce il ministro ai Trasporti, Paola De Micheli, che – oltre ai 1.600 bus turistici in circolazione – si dice «disponibile a potenziare il sistema».

Sospese sagre e fiere

Si torna indietro di mesi sul fronte degli eventi, considerato che saranno sospese sagre e fiere, ma consentite la manifestazioni di carattere nazionale e internazionale.

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