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Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 1.585 nuovi casi, un centinaio più di ieri, e 13 vittime, una in più. I numeri delle ultime settimane impongono prudenza, essendo tornati sui livelli di giugno.

Anche oggi il bollettino quotidiano del ministero della Salute, su oltre 101mila tamponi effettuati, rileva un incremento di 1.585 casi che portano il totale dei contagiati a 293.025. E’ invece di 881 l’aumento degli attualmente positivi in un solo giorno, per un totale di 41.413 malati. Salgono anche i ricoveri nei reparti ordinari (63 in più per un totale di 2.348) e le terapie intensive (212, cinque in più).

Nell’ultima settimana, avverte la Fondazione Gimbe, c’è stato un aumento consistente sia dei pazienti nei reparti ordinari sia in quelli nelle terapie intensive. Un ulteriore segnale che consente al governo di ribadire la necessità di mantenere la linea della massima prudenza: se infatti nella settimana dal 9 al 15 settembre la curva dei contagi è stata stabile (9.837 casi questa settimana contro i 9.964 della scorsa), si è registrata dal punto di vista epidemiologico – dice la fondazione nel rapporto settimanale – una crescita dei malati (39.712 contro 33.789), dei pazienti ricoverati con sintomi (2.222 contro 1.760) e di quelli in terapia intensiva (201 contro 143).

«Tutte spie rosse che impongono la consapevolezza pubblica sulle dinamiche dell’epidemia, senza minimizzazioni o terrorismi di sorta – commenta il presidente Nino Cartabellotta – al fine di mantenere alta la guardia anche per l’imprevedibile impatto della riapertura delle scuole sulla curva dei contagi». Vero è che si tratta di numeri ancora bassi e che al momento non risultano segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri – conclude – ma il trend in costante aumento impone di mantenere la guardia molto alta, soprattutto in alcune Regioni».

Intanto, il Tar della Sardegna dà ragione al governo e sospende l’ordinanza del presidente della Regione Christian Solinas che imponeva test Covid obbligatori per chiunque arrivasse nell’isola e non si fosse sottoposto volontariamente ad un test nelle 48 ore precedenti lo sbarco.

«Le disposizioni impugnate – si legge nel decreto dei giudici – devono ritenersi effettivamente limitative della circolazione». Limitazioni che «incidendo su un diritto costituzionalmente garantito (articolo 16 della Costituzione) e su una delle libertà fondamentali garantite dall’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, possono essere adottate con Dpcm solo in presenza di ragioni di straordinaria necessità ed urgenza e…nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in determinate aree».

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