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L’accordo tanto sbandierato dal governo su Autostrade cambia ancora. Cdp e Atlantia, cui fa capo l’88% della concessionaria, faticano a trovare un’intesa. Il problema riguarda il consiglio d’amministrazione della holding di casa Benetton che dovrà dare il via libera all’operazione.

La maggioranza è formata da consiglieri indipendenti che, ovviamente, non hanno nessuna intenzione di sottostare ad un ultimatum del governo che, alla lunga potrebbe essere lesivo degli interessi della società. Nessuno di loro ha voglia di subire un’azione di responsabilità.

Quindi c’è il freno a mano azionato. Perplessità anche in casa Cdp: perché investire in una società come Autostrade che avrà margini costantemente in discesa. Sia per il blocco delle tariffe sia per l’aumento degli investimenti. Cdp, per statuto non può investire in aziende con problemi di bilancio. E questo fra un po’ potrebbe diventare il caso di Aspi.

L’uscita dei Benetton dalla concessionaria farà, con tutta probabilità la stessa fine dei tanti proclami grillini. Dalla Tav, all’Ilva, dalla Tap al reddito di cittadinanza annunciato come una vittoria contro la povertà. Pura propaganda. Parole al vento. Perché c’è da scommettere che alla fine tutto resterà più o meno come prima. L’opposizione dei soci di minoranza di Autostrade e soprattutto di Atlantia, la holding di controllo d el gruppo, ha provocato lo stop.

Se ne parlerà l’anno prossimo e forse anche dopo. Importante è superare lo scoglio di agosto quando il nuovo Ponte dovrà essere inaugurato con una cerimonia pubblica. Un po’ di solenni promesse sul nuovo che arriva e sul vecchio che scompare con il licenziamento dei Benetton. Il successivo silenzio spegnerà i riflettori e buonanotte a tutti.

Lo schema è già cambiato: la Cassa entrerà, ma solo quando Autostrade sarà quotata in Borsa. Una rimodulazione del programma che ha due effetti. Il primo: il valore della società e delle sue azioni lo determinerà il mercato e non gli advisor prima dello sbarco in Borsa. Certo la Cassa avrà il controllo, ma la sua posizione nascerà in un contesto di mercato. Entrerà contemporaneamente agli altri soci e tutti pagheranno un prezzo stabilito dal mercato.  

Il secondo effetto è sui tempi. Si farà tutto a gennaio 2021. Più probabile marzo. Di rinvio in rinvio si potrebbe arrivare al giorno del mai.

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