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Lavoratori agricoli

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Agricoltura, iter semplificato per assumere extracomunitari come lavoratori stagionali con domande certificate dalle associazioni di categoria

Aziende agricole e turistiche a caccia di lavoratori. Nelle campagne dal Nord al Sud è infatti difficile reperire manodopera, sia generica che specializzata. C’è ancora tempo per entrare nel vivo della stagione dei raccolti, ma per alcuni prodotti ortofrutticoli l’attività è partita. Per esempio, per le fragole del Metaponto (le famose Candonga) o nel Lazio.

Ma si sta procedendo anche alla piantumazione e ad altre lavorazioni che richiedono manodopera. Gli stagionali sono una risorsa fondamentale per garantire le produzioni e, secondo le stime di Coldiretti ne servirebbero 100mila. Ma il decreto flussi per quest’anno prevede 44.000 unità: più delle 42.000 dello scorso anno, ma comunque sempre poche.

LAVORATORI STAGIONALI IN AGRICOLTURA CLICK DAY E ITER FACILITATO

Quali i motivi di questi buchi? Romano Magrini, responsabile lavoro di Coldiretti, dice che tre sono le principali cause: il retaggio del Covid che ha bloccato gli ingressi (e molti di quei lavoratori sono stati costretti a trovare occupazioni alternative), l’immigrazione di ritorno (con molti occupati, in particolare rumeni, che sono rientrati nei loro Paesi d’origine) e infine l’edilizia che ha assorbito manodopera per il superbonus.

Ma il possibile rallentamento delle attività legate ai vari bonus edilizi non significa che in automatico i lavoratori ritornino all’agricoltura. Il risultato è una forte carenza nei campi. Qualcosa, però, si può fare. Innanzitutto, secondo Magrini, si deve puntare a un decreto flussi aggiuntivo, previsto peraltro dalla legge.

Intanto, però, i riflettori sono puntati sul click day che scatterà il 27 marzo per l’arrivo di stagionali extracomunitari previsti dal decreto flussi con il nuovo Dpcm. Si tratta di 82.705 ingressi, in aumento rispetto ai 69.700 dell’anno precedente, ma le quote per le campagne sono di 44.000 unità, delle quali 1.500 riservate alle nuove richieste di nullaosta stagionali che consentono alle imprese negli anni successivi di non essere vincolate ai termini di pubblicazione del decreto. Una quota di 22mila è gestita direttamente dalle associazioni di categoria.

LA NOVITÀ DELLA SEMPLIFICAZIONE

Una novità importante di quest’anno è la semplificazione, che lo scorso anno era stata adottata in via sperimentale. Secondo l’iter tradizionale i controlli effettuati dagli ispettorati territoriali del lavoro e dallo sportello per l’immigrazione (che si concludono con l’invio del nulla osta al Consolato) scattano solamente dopo il click day, e dunque i tempi per gli arrivi dei lavoratori si dilatano.

Con il nuovo decreto si potrà sperimentare l’efficacia del superamento del nullaosta, sostituito da una comunicazione allo sportello unico per l’immigrazione da parte del datore di lavoro, contenente la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato che verrà immediatamente trasmesso all’ambasciata italiana all’estero per un più tempestivo rilascio del visto di ingresso.

PROFESSIONALITÀ PER LA RICERCA DI LAVORATORI STAGIONALI NELL’AGRICOLTURA

Le richieste presentate dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro, che avranno priorità sulla generalità delle istanze, saranno preventivamente verificate dalle organizzazioni professionali stesse, che assumono anche l’impegno a sovraintendere alla conclusione del procedimento di assunzione dei lavoratori, di fatto accelerando l’intero iter della procedura d’ingresso.
«La Coldiretti – sottolinea Magrini – ha effettuato tutti i controlli prima del click day e dunque il 27 le richieste di lavoratori potranno essere inviate direttamente al Consolato».

Si tratta di domande “certificate” che rendono anche più facile procedere a un secondo decreto flussi. Secondo il responsabile lavoro di Coldiretti, infatti, la riserva attribuita alle associazioni è stata ampiamente superata.

Il decreto flussi è strategico per un’iniezione di lavoro agricolo anche per il Sud. Lo scorso anno, con la prima attribuzione di lavoratori. la Campania ne ha avuti 3.330, la Calabria circa 700, la Sicilia la stessa cifra, ma con un successivo intervento la Campania ne ha avuti 13mila (9.600 solo a Napoli), 1.700 la Calabria e oltre 600 la Basilicata. I dati confermano la domanda sostenuta di lavoro (regolare) nei campi del Mezzogiorno.

APPORTO DEGLI STRANIERI FONDAMENTALE PER L’ITALIA

L’apporto degli stranieri è fondamentale. In Italia, sottolinea Coldiretti, un prodotto agricolo su quattro viene raccolto da mani straniere, con 358mila lavoratori regolari provenienti da 164 Paesi diversi che, impegnati nei campi e nelle stalle, forniscono più del 30% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.

I lavoratori arrivano soprattutto da Romania, Marocco, India e Albania, ma ci sono rappresentanti di tutte le nazionalità. Sono occupati a tempo determinato che tornano nel loro Paese, ma che, grazie alle relazioni instaurate con i propri datori di lavoro, tendono a tornare nelle stesse aziende. E i dati negativi registrati lo scorso sul valore aggiunto e sull’occupazione sono anche dovuti alla mancanza di manodopera che ha duramente colpito le campagne, con la perdita rilevante dei raccolti agricoli nazionali.

Ma l’agricoltura ha bisogno anche di professionalità. Oltre al supporto che possono offrire gli stagionali extra comunitari per la raccolta della frutta e per i lavori nei vigneti e uliveti, c’è una forte domanda anche di figure specializzate in grado di sostenere lo sviluppo tecnologico delle imprese. Servono infatti trattoristi, serricoltori e potatori, ma anche tecnici dell’agricoltura 4.0 per guidare i droni, leggere i dati meteo e utilizzare tutti gli strumenti informatici. Solo così si può vincere la rivoluzione digitale.

LE FIGURE HI-TECH

Gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet hanno raggiunto quota 1,6 miliardi, con una crescita del 1.500% negli ultimi cinque anni. Sono stati così creati nuovi sbocchi di lavoro agricolo che si aggiungono a quelli che ruotano nell’ampio campo della multifunzionalità.

Nel 2022 sono stati più di un milione gli occupati, di cui il 32 per cento di età inferiore a 35 anni. C’è quindi posto, accanto agli imprenditori che sempre più numerosi avviano un’attività agricola, per tutte le figure professionali, anche le più hi tech.

Ed è importante anche il nuovo sistema di prestazioni occasionali introdotto dal governo con la legge di Bilancio che ha sostituito i voucher. Anche su questo fronte c’è stata una semplificazione burocratica per agevolare l’accesso di pensionati, studenti, percettori di Naspi e altri ammortizzatori sociali, detenuti ammessi al lavoro estero e reddito di cittadinanza. Questi ultimi, in particolare, nelle aziende agricole potranno trovare un’opportunità per rafforzare un assegno sensibilmente decurtato che arriverà all’annullamento per gli occupabili.


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