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ROMA – Nuovo e significativo calo dei contagi di Covid-19 in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi positivi – secondo i dati riportati dal consueto bollettino del ministero della Salute – sono 159, in forte calo rispetto ai 239 di ieri anche il basso numero di guariti ha portato ad un aumento degli attualmente positivi in Italia.

La regione con più contagiati è l’Emilia Romagna (+34), seguita da Lombardia (25) e Veneto (22) mentre Basilicata, Valle d’Aosta, Calabria, Friuli Venezia Giulia e Marche sono le uniche regioni nelle quali non si sono registrati nuovi casi.

Il numero totale degli attualmente positivi, come detto, è di 12.474, con un lieve incremento rispetto ai 12.456 segnati ieri. In crescita invece i ricoverati con sintomi (+26) portando il numero a 734, di questi 41 (-1) si trovano in cura nelle terapie intensive. In lievissima flessione il numero di coloro che invece si trovano in isolamento domiciliare: 11.699, 7 in meno di ieri. Crescono invece i morti: 12, 4 in più rispetto alle 24 ore precedenti. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 200.589, con un incremento di 129 unità.

Intanto il numero di tamponi processati nelle ultime 24 ore ammonta a 24.036, quasi la metà rispetto al giorno precedente.

Nel frattempo preoccupano i dati sul turismo le previsioni di Federalberghi parlano di un calo di presenze pari all’80% per quanto riguarda i turisti stranieri, che verranno compensate solo in minima parte dagli italiani. Crollano anche i visitatori delle città d’arte: a Roma, Venezia, Firenze, Torino e Milano sono previste 34mila presenze in meno nel 2020 con una perdita di oltre 7 miliardi di euro.

Davanti ad uno scenario così allarmante, gli albergatori non si accontentano degli annunci dell’Agenzia italiana del Turismo, secondo cui nella settimana di Ferragosto l’Italia sarà “quasi sold out”. Parla invece di “crisi nera” per il settore il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che sottolinea come “i dati dell’Enit siano un film. Va bene dare segnali di ottimismo ma fino a un certo punto. Gli operatori del turismo del resto d’Italia stanno vedendo un film molto diverso, non bisogna travisare la realtà, non fa bene al settore”.

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Quindi per gli operatori del settore «l’ente pubblico vigilato dal ministero dei Beni culturali e del turismo avrebbe peccato di eccesso di entusiasmo. Se nel suo bollettino, Enit mette nero su bianco che quest’anno il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di 2,6 punti percentuali, dal 5,7 al 3,2% del Pil, il comunicato che accompagnava i dati esordisce così: “L’Italia non si lascia abbattere dal covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi”W.

Di segno opposto sono le riflessioni della presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli. All’orizzonte vede perdite per più di 50 miliardi di euro, occupazione dimezzata, incassi falcidiati dalle spese enormi sostenute per sanificazione e pulizie straordinarie, perdita totale del turismo straniero a malapena compensato dagli italiani, interi settori fermi da mesi come tour operator, agenzie di viaggio, eventi, congressi, fiere, intrattenimento e stagione limitata alle settimane centrali di agosto. La conclusione è la richiesta di altri sostegni dal governo, dopo il bonus vacanze e la cig.

«Il grosso della crisi deve ancora arrivare – fa notare Lalli – i conti li faremo a settembre e se non arriveranno aiuti veri, tangibili, estesi a tutte le filiere del turismo e di media-lunga durata rischiamo di perdere dal 30 al 50% della nostra offerta turistica nazionale».

Immediata la replica di Enit: «Non comprendiamo la polemica e le reazioni innescate da alcune associazioni di categoria sui dati emersi dall’ultimo bollettino Enit – fa sapere – In effetti i dati forniti una settimana fa da Federalberghi (46% di italiani in vacanza nell’estate 2020) coincidono quasi perfettamente con quelli dell’Ufficio Studi di Enit (47,5% di italiani)».

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