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Una veduta del Pirellone

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La sanità arranca in Lombardia, anzi è già in crisi un’altra volta. Continuano a emergere i limiti della gestione amministrativa della pandemia e intanto il tracciamento dei positivi è ufficialmente un fiasco totale, secondo l’Ats Milano. «Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa» ha detto a SkyTg24, il direttore sanitario dell’Ats Milano, Vittorio Demicheli, spiegando che «quello che ci preoccupa è che non sappiamo esattamente, in una grossa metropoli, la velocità con cui il fenomeno si può verificare».

L’ALLARME

Quindi la situazione è di nuovo come in primavera: in quel periodo, sorpresi da un fatto inaspettato come un’epidemia globale, i cittadini non potevano fare affidamento sul sistema sanitario perché paralizzato dal Coronavirus: «Quello che vediamo è che il contagio circola più velocemente nelle zone meno colpite la volta scorsa, quando è intervenuto il lockdown», ha aggiunto Demicheli rinnovando «l’invito ai cittadini a fare ognuno la propria parte. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché per ora la fase del contenimento purtroppo è inefficace».

L’allarme dell’Ats milanese non è passato inosservato: «Quella pronunciata da Ats Milano è un’ammissione da brividi, che ci getta nello sconforto – dice la segretaria metropolitana del Pd Milano, Silvia Roggiani – Come è possibile che l’Agenzia deputata alla tutela della salute dei cittadini dica di non avere il controllo sui propri contagi? Eppure parliamo della Regione più colpita nella prima ondata e che, proprio per questo, avrebbe dovuto essere la più pronta a far fronte a una seconda ondata».

Mentre il tracciamento è stato un fallimento, per la sanità territoriale non va meglio con i reparti normali, che ricominciano a paralizzarsi. E circolano le notizie di infermieri rispediti a casa con un preavviso di appena 24 ore: Francesco Floris, su Affaritaliani, ha riportato l’infelice vicenda di un giovane di Reggio Calabria arrivato nei mesi della pandemia e licenziato con una lettera di venti parole. Uno dei tanti chiamati “eroi” dalla retorica della grancassa mediatica di Stato, ritrovatosi poi persona qualunque pochi mesi dopo.

Intanto monta il panico di fronte all’evidente mancanza di organizzazione, come dimostra un episodio relativo a due giovani avvocati milanesi: la loro bambina è nella fase della crescita in cui spuntano i dentini. Alcuni l’hanno fatta penare più del solito e dunque la coppia si è rivolta alla propria pediatra: hanno chiesto se dopo molte ore di febbre potevano somministrare della tachipirina alla piccola. La risposta è stata sorprendente: da quel momento entrambi dovevano rispettare l’isolamento fiduciario. Dovranno sottoporsi alla trafila dei tamponi quanto prima. Eppure non hanno avuto nessun sintomo e la bambina sta male per i denti, ma in tempi di Covid ormai tutti scattano a ogni minimo segnale.

GLI AFFARI DEI PRIVATI

Gli unici per ora a essere felici sono i privati, che possono colmare le pecche del sistema pubblico. Un esempio sono i vaccini: mentre nelle farmacie venivano consegnati col contagocce, da mettere in vendita a un prezzo inferiore a venti euro, in una clinica privata di Milano erano prenotabili a 50.

Le scorte, complice l’ansia montante, sono finite subito anche a loro e ora in tanti si chiedono dove trovarli se ne avranno bisogno. Si prevedono dunque altri ricchi affari per chi sa come sfruttare le inefficienze di Palazzo Lombardia.

Nel frattempo, la giunta regionale continua a ribadire di essere tranquilla e pronta: «La macchina organizzativa degli ospedali lombardi in questi mesi è stata fortemente incrementata, così come i protocolli sanitari con la finalità di fronteggiare al meglio una nuova ondata virale – dice il governatore Attilio Fontana – La comunità lombarda è chiamata a essere unita per difendere, come già fatto in passato, la salute di tutti. Credetemi, le decisioni non vengono assunte a cuor leggero, ho ascoltato i virologi, i tecnici, i medici e con i sindaci lombardi e i capigruppo alla Regione siamo chiamati nel salvaguardare la vita delle persone e gli asset sociali come la scuola e il lavoro. Restiamo uniti e fronteggiamo insieme questa nuova ondata virale».

IL VIRUS IN TRIBUNALE

Intanto l’epidemia si sta diffondendo anche negli uffici del Tribunale di Milano, dove un altro pm della Procura è risultato positivo al Covid. È il quarto caso, prima di lui sono stati contagiati due magistrati e un ufficiale di polizia giudiziaria, in uffici che in questo periodo stanno lavorando parecchio: negli ultimi mesi sono state avviate diverse inchieste, tra le quali proprio le decine di fascicoli che sono stati aperti per indagare sulla gestione della pandemia in Lombardia.

E a proposito di questo, potrebbero arrivare altre brutte sorprese per la giunta lombarda guidata da Attilio Fontana: il programma televisivo Report, infatti, ha annunciato nuovi approfondimenti che coinvolgerebbero alcuni presunti conflitti d’interesse e svelerebbero un sistema di potere tra Varese e Milano gestito da personaggi con legami con la criminalità organizzata.

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