X
<
>

Franco Locatelli

Condividi
Tempo di lettura 2 Minuti

ROMA – «Nel contesto epidemiologico mutato il Cts, in un rapporto di dialogo stretto con l’Aifa e con tutte le altre istituzioni sanitarie del Paese, compreso il ministero della Salute e anche la struttura commissariale, ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino a vettore adenovirale di AstraZeneca. Essendo lo scenario epidemiologico mutato, i benefici derivanti dalla vaccinazione e potenziali rischi declinati come trombosi evidentemente cambia».

Lo ha detto Franco Locatelli, coordinatore del Cts, nel corso della conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale e sull’andamento epidemiologico.

«Il Cts ha chiaramente raccomandato per quel che riguarda le prime dosi di vaccinazione di riservare il vaccino AstraZeneca per coloro che abbiano l’età uguale o superiore ai 60 anni, riservando sotto i 60 anni la raccomandazione per i vaccini a Rna”.

«Per quanto riguarda la seconda dose dei soggetti che hanno già ricevuto AstraZeneca, l’indicazione è riassumibile nel seguente contesto: tutti i dati disponibili indicano che i fenomeni trombotici dopo la seconda dose sono straordinariamente rari, nel Paese non vi sono riportati oggi casi di trombosi venosa associata ad abbassamento delle piastrine dopo la seconda dose», ha spiegato.

Comunque «si è deciso di dare una raccomandazione per una seconda dose dello stesso vaccino per i soggetti oltre i 60 anni di età mentre per coloro che hanno meno di 60 anni di età, pure in assenza di segnali di allerta preoccupanti rispetto allo sviluppo di queste patologie correlate, di raccomandare l’ipotesi della vaccinazione eterologa con una diversa tipologia di vaccino», ha aggiunto.

In collaborazione con Italpress


La qualità dell'informazione è un bene assoluto, che richiede impegno, dedizione, sacrificio. 
Il Quotidiano del Sud è il prodotto di questo tipo di lavoro corale che ci assorbe ogni giorno con il massimo di passione e di competenza possibili.
Abbiamo un bene prezioso che difendiamo ogni giorno e che ogni giorno voi potete verificare. Questo bene prezioso si chiama libertà. 
Abbiamo una bandiera che non intendiamo ammainare. Questa bandiera è quella di un Mezzogiorno mai supino che reclama i diritti calpestati ma conosce e adempie ai suoi doveri.  
Contiamo su di voi per preservare questa voce libera che vuole essere la bandiera del Mezzogiorno. Che è la bandiera dell’Italia riunita.
ABBONATI AL QUOTIDIANO DEL SUD CLICCANDO QUI.

Condividi

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA