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La statua di Indro Montanelli imbrattata

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Bischeri, li avrebbe chiamati così, senza nemmeno prenderli sul serio. Magari poi ci avrebbe ripensato e la curiosità del cronista di razza lo avrebbe spinto a conoscerli, a sforzarsi per capire: ascoltare quale discorso astruso c’è dietro la voglia di andare a rileggere una vicenda di quasi un secolo fa, in un contesto storico particolare.

Indro Montanelli non si sarebbe indignato più di tanto. Uno che ha visto la morte negli occhi, con una pioggia di proiettili nelle gambe, si sarebbe lasciato intimorire da questi intrepidi anonimi con la vernice? Però questo imbratto gli avrebbe fatto più male delle pallottole della follia sanguinaria brigatista. Lì c’erano campi e schieramenti chiari, definiti. Ma qui? Tutta la storia vista con gli occhi di oggi ha lati oscuri e orrendi.

La Chiesa per secoli ha preso un abbaglio sul sistema solare, e in nome di questa sua convinzione ha processato scienziati, mandato al rogo qualcuno che aveva chiaro cosa stesse fermo e chi no tra il sole e la terra. Che facciamo? Imbrattiamo tutto, cancelliamo millenni di vicende, consideriamo papi, cardinali, vescovi come la più grande accozzaglia di imbecilli? E Garibaldi? Come la mettiamo con il Grande eroe dei due mondi, geloso e arrabbiato che prende a schiaffi la sua giovane sposina per una scappatella? E del fatto che per un tempo lungo, quasi quanto la storia del pianeta, le donne siano state escluse dal diritto di voto, mantenute in uno stato di soggezione e umiliazione, sfruttate e afflitte fino a legittimare il femminicidio per motivi di onore, ne vogliamo parlare? E della Inquisizione, il nazifascismo, i lager di Stalin, i genocidi, le pulizie etniche?

Siamo uomini, piccoli esseri nelle tenebre. Ci mettiamo secoli e secoli per capire. E su molte cose siamo indietro, ci muoviamo ciechi nel buio. Come se non esistesse ancora il razzismo, come se ancora non morissero bambini e adulti per fame, per malattie che la parte di umanità fortunata non considera nemmeno più tali. Ce ne sono di cose storte e assurde su questa terra: ingiustizie, soprusi, violenze. Bisognerebbe vivere più esistenze. Una volta da uomo, un’altra da donna. Una da ricco, un’altra da povero. Una da sano, un’altra da infermo. Una da bello, un’altra da brutto.

Ma basterebbe a migliorare un mondo dove le bugie arrivano puntuali e le verità arrancano e perdono la strada maestra? Andiamo avanti, dobbiamo andare avanti. Dalle palafitte al telefonino non ci siamo arrivati con un clic: è stata dura, lunga, brutta, atroce e misera. E di cose vergognose ne abbiamo fatte tante, troppe. Ma siamo donne e uomini con la voglia di futuro. E le schifezze della storia non si cancellano con una mano di vernice.

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