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Un baciamano in una litografia del 1800

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C’ERA una volta il baciamano, un gesto di galanteria che in tempi non sospetti prevedeva già un seppur minimo formale distanziamento. Niente schiocchi, per intenderci! Distanza raccomandata due centimetri. Pena essere tacciati di cafonaggine. Galateo, infatti, vuole che le labbra debbano solo sfiorare il dorso della mano della signora. Una sorta di soffio leggero quasi impercettibile preceduto da un gioco di sguardi e posture secondo il codice delle buone maniere. Un rituale divenuto via via più raro ma che ha resistito all’usura del tempo acquistando molteplici significati fino ad arrivare al nostro presente rastrellato dalla pandemia da coronavirus.

Il Covid-19 ha praticamente fatto terra bruciata – almeno per ora – di saluti e gestualità a cui eravamo abituati praticamente da sempre scardinando anche le consuetudini di quello che i francesi chiamano “bon ton” . Niente abbracci, niente strette di mano, niente baci men che meno baciamano: una pratica questa le cui origini ci portano indietro nel tempo fino al 1500.

Dove? Alla corte polacco-lituana dove – a quanto è dato sapere – il baciamano germogliò per poi passare a quella spagnola del XVII – XVIII secolo fino a diffondersi e attecchire in più luoghi. Sulle tracce del cortese ossequio ci imbattiamo anche in un dipinto di Pietro Longhi del 1746: sulla tela un nobiluomo è intento a baciare la mano di una dama.

Ma le storie e le leggende fiorite sull’argomento son diverse. A cominciare – si diceva – dal significato perché fare il baciamano può voler dire cortesia, ammirazione ma anche devozione e persino soggezione ad un altra persona. Così oltre al baciamano dei cavalier gentili, quando è considerato dichiarazione di fedeltà e sottomissione può tradursi anche in quel “baciamo le mani” che venne reso celebre da Il Padrino di Coppola con un monumentale Marlon Brando nel ruolo di Don Vito Corleone .

Ed è sempre sinonimo di fedeltà e sottomissione quando viene fatto tramite il bacio dell’anello (o del sigillo di stato) come riconoscimento simbolico dell’autorità della persona che si ha di fronte. Se poi a farlo è un ambasciatore – neanche a dirlo – si ammanta di un significato diplomatico e persino politico. Non è esente (anzi) dalla pratica l’ambito religioso. Nella Chiesa cattolica, un incontro con il pontefice o con un  cardinale, o con un prelato inferiore, comporta il bacio dell’anello alla mano destra. Anche se tale pratica non è più obbligatoria alcuni devoti cattolici abbinano il gesto con l’inginocchiarsi sul ginocchio sinistro. 

A proposito di Chiesa, tornando prepotentemente allo scorso marzo con la pandemia che dettava le regole del nostro vivere con gli altri (ma anche con noi stessi), come non ricordare il video diventato virale di Papa Francesco a Loreto che si ritrae quando i fedeli cercano di baciare il suo anello? Un polverone chiuso dalle parole del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti: «Quando ci sono file interminabili – ha spiegato il portavoce vaticano – vuole che si eviti il rischio di contagio tra la gente. Ciò non avviene, invece, quando c’è una persona o un gruppo molto piccolo».

Andando in giro per il mondo sulle tracce del baciamano si scopre che il gesto galante in Turchia, Malaysia, Indonesia e Brunei, è un modo comune e usato per salutarsi specialmente se si tratta di parenti stretti (genitori, nonni o zii) e insegnanti. Se, invece, si vuole far ricorso ai suggerimenti per un baciamano perfetto, anche la rete viene in soccorso.

Ad esempio, sul sito “Maison Galateo” si stilano le sei regole d’oro per confezionare un gesto romantico ed elegante. Eccone alcune: l’uomo deve eseguire il baciamano solo se autorizzato dalla donna, la quale mostra la sua disponibilità ponendo la mano  morbida e a media altezza. Nel caso non desideri ricevere il baciamano, tenderà all’interlocutore la mano rigida e molto bassa. E ancora: la donna non deve assolutamente porgere una mano guantata. Per capirci: in base alle regole del cortese vivere se fa molto freddo, alla donna è consentito tenere i guanti, ma non dovrà essere eseguito il baciamano. Ancorpiù se vale la regola generale in base alla quale non si dovrebbe mai stringere una mano con il guanto. Procediamo.

Il baciamano deve essere fatto  in casa o in situazioni intime al chiuso  e dunque non  in pubblico – si ricorda ancora sul sito – inoltre deve essere riservato di norma  soltanto  alla padrona di casa, altrimenti è d’obbligo farlo a tutte le donne presenti. Di più. Il baciamano non si esegue mai in luoghi pubblici, come strade, negozi, bar, ristoranti  ad eccezione di palchi a teatro, stazioni e aeroporti (queste ultime due situazioni appaiono come retaggio di antichi rituali).

Continuando a navigare anche sul “Il blog del marchese” è possibile trovare storie, curiosità e regole sul baciamano. E non mancano gli aneddoti.

“Tempo fa mi è capitato di vedere un “Signore” fare il galante facendo il baciamano a tutte le “Signorine” presenti ad un cocktail (simil baciamano da geometra Calboni nel night L’ippopotamo ne il Secondo Tragico Fantozzi) – racconta online il marchese – Risultato? Altro che gentiluomo…un vero e proprio “tamarro”. Se non vi sentite di farlo evitatelo. Occorre eleganza, disinvoltura e discrezione. Va fatto con gesto rapido, cortese, impersonale. In caso contrario si risulta goffi, inadeguati fino ad essere volgari”. Insomma se la stretta di mano è per così dire democratica e alla portata di tutti, il baciamano è aristocratico ed esige luoghi e regole che è bene conoscere.

A metterci la “livella” – per dirla con Totò – oggi ci ha pensato il coronavirus: vietati entrambi!


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