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Illustrazione di Roberto Melis

Tempo di lettura 2 Minuti

I modi di vivere tradizionali sono solo apparenza. Il tempo assorbe la relatività delle stelle. Il pianeta si rifugia in nicchie green, i suoi profeti costruiscono vettori extra planetari e la luna è orto di casa. Sono le dimensioni di Copernico chiamate “digitali” mentre noi ancora sfasiamo il tempo relativo con un vecchio orologio.

La dimensione del domani travolge i pilastri di un passato di date, epoche, regni, imperi e politiche di un mondo di favola. Il passaggio da ieri a domani affianca forme tribali, regni democratici, regimi talebani e politiche che fondono comunismo e capitalismo, democrazie instabili, mentre il modello politico digitale avanza, freddo, impietoso, travolgendo il passato.

Al rientro sulla Terra, l’odierna équipe dello star trek, riordinati i cronometri, ricostruisce la successione degli eventi, li colloca nel passato privo del digitale. Chi si occupa d’antropologia, economia, storia, letteratura, arte e politica è avvertito. Occhio, orecchio e sensibilità al digitale sono attitudini di orologiai, filosofi e navigatori del tempo imminente, di fisici attenti ai buchi neri e alle energie che dallo spazio invaderanno il pianeta. Scienza, scuole, università e analisi dell’individuo, del sociale e del domani atemporale, oltre a fornire l’elementare registro delle conoscenze si sentono attratti dalle inaspettate categorie atemporali, dal mondo di valori attoniti e dal governo che muta, in un passato e in un presente che si susseguono in successione accelerata e relativa, fors’anche invertita.

Diplomi, lauree, abilità professionali, patrimoni e aziende, specie le scienze della società, della cultura e del governo sono esposti a un mutamento che richiede, per essere compreso e indirizzato, curiosità, intelligenza, flessibilità, capacità interdisciplinare e critica eccezionali. Il politico astuto d’oggi ha una cassetta d’utensili preziosa nel passato; odiosa, supponente e inutile per chi non domina il tempo.

Chi è in grado di acquisire queste magistrali capacità avrà poteri ineguagliabili che non possono mancare l’obiettivo e che debbono tenere ferreamente ritmi senza tempo. Il politico che sbaglia sarà escluso e bocciato. A lui tocca il destino di vittima dell’illusione, di essere dominato ed estromesso. È l’ottica in cui saremo interrogati sull’informazione, sui Media, sui Big Data sulla signoria del digitale, sul vivere quotidiano, sulle aspirazioni e su tutto ciò che siamo o non saremo. Il politico che si arrocca nel potere pre digitale sceglie il passato, sbaglia metodo e sarà perdente. Se mantiene il comando sarà aborrito.

La capacità di aprire la mente, di costruire la strategia del domani esigono un politico che pensa l’universo e star trek senza orizzonte. La strategia politica sarà ancorata al potere della tecnologia coniugata con la saggezza greca della pluralità che ha come stella polare il bene comune. Essa rimarrà alta nel cielo fatto di stelle, non più di soli pianeti.


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