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Mario Draghi

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E ora tocca a tutti noi. Ora che il premier Draghi si è preso “il rischio ragionato” di aprire una serie di attività a partire dai ristoranti all’aperto, tocca a noi stare ancora più attenti di prima. Dobbiamo assolutamente evitare che il virus riprenda a correre. Dalle mascherine al gel per le mani fino ai distanziamenti: tutto ciò che da fare è d’obbligo farlo. Ricadere nell’incubo “tutto chiuso” e “terapie intensive piene” proprio no.

Tocca a noi. E tocca ai sindaci.  Il rischio assembramenti? Si può evitare. Il rischio movida? I sindaci conoscono quali sono le zone delle loro città dove i giovani si danno appuntamento, ebbene schierino tutto il corpo di vigili urbani in quelle piazze e in quelle vie, si facciano aiutare dalla polizia e anche dall’esercito se è necessario per disperdere i vari gruppetti di adolescenti più o meno incoscienti.

Lo Stato, inteso nella sua interezza dagli amministratori locali fino alle forze dell’ordine, faccia il suo mestiere. Faccia tutti controlli necessari. Senza vessare, ma con rigore. Chi sbaglia, paghi.  Anche i genitori, facciano il loro mestiere e cerchino di spiegare ai propri figli il valore della parola “collettività”. Forse se non gli si vieta tutto a questi ragazzi,  ma gli si consente di continuare a coltivare un minimo di socialità anche fuori dai canali social purché con le dovute cautele, magari scopriamo che sono meno incoscienti di quanto crediamo. E incrociamo le dita.

Tra campagna vaccinale che sta iniziando a ingranare la marcia e riaperture in sicurezza, stavolta forse riusciremo a sconfiggere questo maledetto virus e a ritornare alle nostre vite. Magari non proprio a quelle frenetiche di un tempo, forse chissà qualcosa di buono questa tragedia ce l’ha insegnata. Decidiamo una scala di valori, e se pensiamo che ne valga la pena non scordiamoci dei nostri cari, non rimandiamo un gesto affettuoso. Evitiamo che il dopo sia troppo tardi.


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