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Di Mike Morra, atletico 51enne, imprenditore assai creativo che trasformato il sesso a pagamento nel business di recensioni di escort più seguito in Europa – -un catalogo dongiovannesco, con tanto di stelline in stile Trip Advisor o Guida Michelin- si sa poco.

Si sa che Morra è laureato in Scienze politiche, che è sposato con due figli e viene dall’effimero mondo del digital. E poi che è un pilota di aerei da turismo, che ama l’enduro e le bella vita, e che è padano di Milano. Poi, basta. Non si conoscono né il suo vero nome, né il volto, tantomeno la sua denuncia dei redditi.

Morra preferisce rimanere nell’ombra perché quella volta che ha annunciato al mondo la creazione del suo sito patinatissimo, Escort Advisor, gli sono piovute addosso più minacce di morte che a un magistrato nella Palermo mafiosa degli anni 80. Il motivo è semplice. Dopo la legge Merlin che chiudeva i bordelli, il settore, per decenni, s’era trasformato in un far west in cui la parte illegale – il favoreggiamento e lo sfruttamento- superava penalmente quella legale, la marchetta in sé. La cosa bizzarra è che in Italia se non c’è l’intermediazione del pappone ci si può liberamente prostituire a qualsiasi orario della giornata, e si può serenamente frequentare le escort (anche se ai miei tempi le Escort erano berline della Ford, dotate di robusta meccanica) senza l’assillo del codice penale. Poi è arrivato il mercato on line.

E proprio attraverso l’uso del web e con la promozione fai-da-te, s’è via via disintermediato il business dei magnaccia; e le operatrici del sesso, recuperate allo squallore della strada, oggi si mettano in proprio direttamente da casa. Magie dello smart working: i sociologi parlerebbero di un “cambio di paradigma”. E col mercato on line è emersa prepotente la figura di Mike Morra, chè detto così sembra il protagonista di un film di Scorsese. Eppure, Morra, col suo primo sito italiano di recensori di escort in Europa ha messo le mani su una “nicchia” di mercato di 5 miliardi di giro d’affari, esentasse; ed è tra coloro che hanno spostato le 50mila prostitute italiane dalla strada rendendole “imprenditrici di sé stesse”. “Come ogni startup il nostro obiettivo è cambiare il mondo.

Nel momento in cui pensi che questo settore abbia diritto di stare alla luce del sole come tutti gli altri, è naturale essere il faro che lo illumina e lo rende più trasparente, questa prospettiva lo fa diventare per noi non solo un business ma una rivoluzione culturale” spiega l’uomo. Praticamente Morra è una specie di venture capital del meretricio. Scrosta dalla prostituzione l’illegalità e il favoreggiamento. E ha spudoratamente copiato il sistema di valutazione degli alberghi, dei ristoranti, dei musei. E fa in modo che le prostitute vengono giudicate subito dagli utenti. Così una capisce, tra l’altro se è portata o meno. E se è portata “è in grado di guadagnare una media di 10mila al mese…”. Sempre esentasse. Osservando Totò che nella scena del famoso film gridava “Arrangiatevi!” ai clienti delusi dalla Legge Merlin, Mike Morra, da piccolo, deve aver visto il suo destino. S’è arrangiato benissimo…

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