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Stefano Fresi durante lo spot

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CERTO che tutto poteva aspettarsi un attore come Stefano Fresi tranne che finire nell’occhio del ciclone per lo spot pubblicitario del Parmigiano reggiano. Una valanga di polemiche social lo hanno investito per aver dato voce e volto a una pubblicità che rischia, secondo la versione più edulcorata dei contrari, a veicolare un messaggio sbagliato. Stefano Fresi è stato costretto a rispondere con due video cercando di far capire la sua buona fede e soprattutto il valore di uno spot pubblicitario, ricordando come alla fine si tratti solo di fiction e in questo caso orientata alla vendita di un prodotto.

Lo spot è il seguente:

Tutto esplode perchè alle domande del gruppo di aspiranti chef, evidentemente in visita allo stabilimento, e con Stefano Fresi come guida, Renatino ammette candidamente di lavorare 365 giorni all’anno e di essere pure felice per questo. Da qui ad accusare lo spot, il Parmigiano reggiano, Stefano Fresi, il regista Paolo Genovese, di non avere a cuore i diritti dei lavoratori, il passo è stato brevissimo. Il tutto, ovviamente, condito da insulti tipici da tastiera.

“E’ una pubblicità, un’opera di finzione – dice Fresi IN QUESTO VIDEO – e quando Renatino che non si chiama così nella vita, racconta di essere felice perché lavora 365 giorni al Parmigiano reggiano, è una cosa che serve allo sceneggiatore per magnificare il prodotto”. Quindi, si chiede Fresi, “perché reagire in questo modo ad una opera di finzione? Si può dire che è brutta, che è bella, ma non farne una lotta di classe, di politica, di diritto del lavoro, di sfruttamento dei lavoratori, perché non è un documentario, è una finzione. E’ una pubblicità che deve vendere un prodotto, tutto qua. Non credo siano stati fatti dei torti ai lavoratori facendo questo spot pubblicitario”.

La spiegazione dell’attore però non è evidentemente servita, tanto che lo stesso attore si è visto tornare sull’argomento a qualche ora di distanza CON QUESTO NUOVO VIDEO. “Faccio l’attore da quando avevo 18 anni – ha detto Stefano Fresi – ma il successo è arrivato quando ne avevo 40. Sono stato costretto a fare il cameriere, a lavorare in cantiere, a fare il commesso e quindi non accetto grandi lezioni sui diritti e sullo sfruttamento sul lavoro, ma sulla comunicazione evidentemente sì. Se decido di fare altri spot, è chiaro che dovrò pormi il problema dell’eventuale lettura di messaggi che stanno più o meno sotto al testo che vado a dire”.

Intanto la campagna promozionale del Parmigiano reggiano, che prevede un totale di sei spot sullo stesso tema, a seguito delle polemiche suscitate, pare che verrà parzialmente corretta.


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