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Larissa Iapichino con la mamma Fiona May

Tempo di lettura 2 Minuti

Un volo a 6,91 metri che vale la storia sua personale, quella dell’atletica leggera mondiale al femminile ma soprattutto il record italiano assoluto tanto da eguagliare sua mamma, Fiona May, icona del salto in lungo nel mondo negli ultimi vent’anni del secolo scorso.

Ma c’è di più dietro alla fantastica impresa di Larissa Iapichino. In pochi secondi, tempo di prendere la rincorsa, battere sulla tavoletta, elevarsi, spiccare il volo ed atterrare a 6,91, Larissa ha migliorato quello che era il più vecchio record mondiale juniores femminile indoor risalente a 38 anni fa.

Un volo che significa anche la miglior prestazione al mondo del 2021 e l’aver messo in cassaforte la partecipazione per le Olimpiadi di Tokyo. Insomma, un trionfo per la figlia d’arte sotto gli occhi di mamma Fiona e papà Gianni (ex saltatore con l’asta) presenti sui deserti spalti del Palaindoor di Ancona – causa le misure anti-Covid – nella prima giornata degli Assoluti.

Nel confronto di età con la madre, Larissa ha ottenuto la misura ‘monstre’ a 18 anni, 7 mesi e 2 giorni mentre Fiona a 28 anni, 2 mesi e 19 giorni e soprattutto nel bel mezzo della sua stupenda carriera che l’aveva già vista due volte campionessa mondiale (aperto e coperto) e argento olimpico (Atlanta ’96). Quel primo marzo di 23 anni fa a Valencia, Fiona May conquistò anche il titolo continentale.

Oggi sulla pedana marchigiana Larissa, portacolori delle Fiamme Gialle e due anni fa già campionessa europea under 20 all’aperto, ha ottenuto la misura record al quinto salto dopo aver saltato due volte a 6,75 (al terzo e quarto).

La lunghista fiorentina ha il merito di aver cancellato il più antico primato mondiale femminile under 20 al coperto della storia. Era il 6,88 dell’1 febbraio del 1983 saltato allo Sportforum di Berlino Est da Heike Daute, valchiria della Ddr che negli anni divenne leggenda dello sport tedesco con il cognome da sposata, Drechsler. Ai fini statistici il record mondiale juniores al coperto più vecchia resta il 2,35 nel salto in alto del sovietico Volodymyr Jashenko ottenuto il 12 marzo del 1978 a Milano.

«È un miscuglio di emozioni, è surreale, un sogno, le emozioni sono a mille, è arrivato tutto insieme, è difficile da realizzare, in realtà mi sento ancora una cucciola tra le leonesse – ha detto Larissa Iapichino dopo essere stata premiata dal neopresidente della Fidal, Stefano Mei – pensare di aver battuto il record di Heike Drechsler mi lascia piacevolmente sconvolta perché lei è una delle dee del salto in lungo. All’inizio ero un po’ scarica, poi ho trovato in pedana, salto dopo salto, le energie necessarie. Poi, è arrivato l’incredibile, sono al settimo cielo».

Un 6,91 per guardare molto lontano, a partire dagli Europei indoor che si terranno tra due settimane (5-7 marzo) a Torun in Polonia.


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