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Pago il canone, sono un cittadino italiano, ma non ho potuto vedere Italia-Grecia. Come gli italiani che ricevono la tv attraverso il decoder satellitare di Sky: si tratta di circa 200mila famiglie che hanno problemi di ricezione del digitale terrestre. La stragrande maggioranza delle quali paga il canone, che è una tassa sul possesso del televisore e non per vedere una piattaforma, il digitale terrestre. Una delibera dell’Agcom, in attuazione di una direttiva europea, ha stabilito che le partite della nazionale di calcio vanno trasmesse in chiaro. Se l’Italia non viene ricevuta su un un decoder, vuol dire che il segnale è criptato, non in chiaro.

In Europa i servizi pubblici sono visibili su tutte le piattaforme distributive, tranne che in Italia. Sky aveva l’esclusiva per i Mondiali del 2012, ma dovette cedere in sub-licenza alla Rai i diritti della nazionale. Secondo il contratto di servizio 2018-2022 la Rai deve «assicurare la diffusione di tutti i contenuti audiovisivi di pubblico servizio con la ricevibilità gratuita al 100% della popolazione via etere o quando non possibile, via cavo e via satellite».

La Rai replica: la Nazionale si vede su TivùSat. Questo fa cadere un’altra obiezione: si cripta il segnale perché non si hanno i diritti per l’estero. Tivùsat è trasmessa dallo stesso satellite di Sky. La Rai, poi, è azionista di maggioranza di TivùSat insieme a Mediaset: non si altera la concorrenza tra piattaforme grazie ai diritti su un contenuto pregiato detenuti da uno dei competitori? E si possono obbligare le persone ad acquistare due decoder, dovendo cambiare l’ingresso del cavo satellitare, a seconda dell’evento di cui si vuole usufruire?

La Rai, insomma , spieghi a cittadini che pagano il canone perché li priva della Nazionale se ricevono la tv con il decoder di Sky.


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