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Il pugno chiuso di Heather Parisi, l’endorsement a Salvini per la politica dei porti sbarrati da parte di Lorella Cuccarini. Quando dicono che l’Italia è il paese di nani e ballerini, in genere, mi indigno: non per i nani e le ballerine, per carità, che hanno tutto il mio rispetto; ma perché ridurre tutto a spettacolo e avanspettacolo non fa giustizia del genio italico.

Ma poi sono quasi costretta dai fatti ad ammettere che a indignarsi sono solo gli intellettuali, i pseudo tali e i radical chic che si ostinano a parlare di più Europa o di meno Europa, di frontiere, cambi, austerity, bilanci, welfare. Di sovranismi e populismi, di democrazia che ancora resiste, di raccolte firme per studenti censurati e professoresse sospese. Il pugno chiuso di Heather Parisi, l’endorsement a Salvini per la politica dei porti sbarrati da parte di Lorella Cuccarini.

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Quando dicono che l’Italia è il paese di nani e ballerini, in genere, mi indigno: non per i nani e le ballerine, per carità, che hanno tutto il mio rispetto; ma perché ridurre tutto a spettacolo e avanspettacolo non fa giustizia del genio italico. Ma poi sono quasi costretta dai fatti ad ammettere che a indignarsi sono solo gli intellettuali, i pseudo tali e i radical chic che si ostinano a parlare di più Europa o di meno Europa, di frontiere, cambi, austerity, bilanci, welfare. Di sovranismi e populismi, di democrazia che ancora resiste, di raccolte firme per studenti censurati e professoresse sospese, e di libertà di stampa che sta andando sempre più a scomparire (vedi “il silenziatore” a Radio Radicale).

Perché a guardare le notizie più cliccate sui social nella settimana appena chiusa, quella che ci ha portato al voto di ieri, non sono le battaglie tra alleati di governo in consiglio dei ministri, tantomeno le proposte inesistenti dell’opposizione. Non lo è nemmeno la guerra digitale lanciata da Trump al colosso Huawei (tanto, diciamocelo chiaramente, se non sarà più possibile aggiornare o scaricare nuove app, compreremo un telefono nuovo).

A tenere banco sui social alla vigilia di questo voto europeo che solo oggi forse scopriremo dove ci porterà, non sono state nemmeno le prese di posizione (non si sa quanto spontanee e quanto tattiche) di due ballerine cosi amate dal pubblico televisivo italiano. No. Il top di visualizzazioni li hanno conquistati il matrimonio farlocco di Pamela Prati (altra show girl) e le vicende nella casa del Grande Fratello.

Ne prendo atto, desolata. E mi accontento delle insperate “balconiadi” che negli ultimi dieci giorni hanno dimostrato che nella Penisola c’è chi ancora non si rassegna alla prepotenza del potere. Tra l’altro a questo proposito rivendico di essere stata tra i primi osservatori sulla stampa nazionale a stigmatizzare la rimozione forzata degli striscioni contro la Lega dai balconi, a partire da quello della signora salernitana, e a chiedere un sussulto di dignità e orgoglio.

Mentre scrivo le urne sono ancora aperte, c’è giusto qualche dato sull’affluenza poco significativo per farci solo intuire la nuova geopolitica del parlamento europeo. Per cui non mi resta che dire: Viva l’Italia, viva l’Europa. E che Dio (mi perdoni padre Spadaro, davvero non voglio andare contro uno dei dieci comandamenti) – dicevo – che Dio ce la mandi buona!

eva.kant@quotidianodelsud.it