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Nella guerra delle parole sovranismo ha già un’accezione negativa. La sovranità è prerogativa del decisore, nel nome del padre – se ancora si può dire – si forgia sempre il primo nucleo sociale delle comunità umane. Ma quello che si prepara nel dibattito politico è l’ennesimo duello tra il bene e il male laddove i sovranisti, costretti a prendere le parti del Bestio, in assenza di sovranità risultano politicamente incapacitanti mentre i loro avversari – inesorabili manipolatori, detentori di Bella – hanno pur sempre l’arma finale: la Strategia della Tensione. Che useranno. E non a parole.

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