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Via col vento, il romanzo di Margaret Mitchell sulla guerra civile americana, oggi non si potrebbe scrivere. Così spiega Eleonora Barbieri in un articolo per Il Giornale. Il libro da cui si ebbe il celeberrimo film con Clark Gable e Vivien Leigh non potrebbe essere neppure immaginato nostalgico com’è del Sud e di un mondo senza yankee (dai quali è derivato l’attuale moloch occidentalista). Esce una nuova traduzione di Neri Pozza e chissà se quei “vinti”, celebrati nel loro rango, con le parole aggiornate del pensiero unico sono diventati “imputati”. Pronti per la condanna in un tribunale “umanitario”.


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