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Sgrana il rosario di una tragedia, quella dei profughi adriatici, il libro di Roberto Menia. Eccolo: “10 febbraio, dalle foibe all’esodo”. Parla di un ricordo cui è negata la storia. E la memoria. Sono voci cui non servono le frasi fatte dell’obbligo istituzionale. Ed è un libro da cui si imparano tante cose, tra le quali, una: la mancanza di pietas verso gli sconfitti spiegata al modo di un dettaglio. Don Malalan, il prete, che agli inglesi inorriditi di fronte alle foibe piene di morti, spiega di “non avere amministrato i sacramenti ad alcuno di essi poiché non ne valeva la pena”.

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