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Basta prendersela con Roberto Benigni. Ha recitato il Cantico dei Cantici e le prof col cerchietto hanno avuto il fremito biblico come neppure negli anni 70 i preti operai potevano darglielo. Tutto ciò a conferma dell’età felice. Ma una cosa, presso i posteri, è certa: a differenza dei Totò, dei Franchi e Ingrassia e dei Peppino De Filippo (altro che gli Eduardo), Benigni non avrà necessità di essere rivalutato. Sarà direttamente prezzato. Farà, insomma, la fine dell’Enciclopedia Einaudi, tutta antipatica di fuffa e sopracciò autorevole. A suo tempo stampata, inutile, e già scordata.


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