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Ecco cosa manca: il viaggio. Il tempo perso di questa pandemia ci fortifica nel civismo, forse, ma l’uomo vive lontano da se stesso. Per soddisfare i tuoi desideri, dice la canzone. Ed ecco, appunto, ieri – a Roma – calma e voluttà trovavano la più calda luce all’incrocio tra piazza Mazzini e il viale. Dalla finestra di un ufficio si udiva la voce di Manlio Sgalambro cantare: “Ti invito al viaggio/in quel paese che ti somiglia tanto/i soli languidi dei suoi cieli annebbiati/hanno per il mio spirito l’incanto/dei tuoi occhi quando brillano offuscati.” Musica di Franco Battiato (che ve lo dico a fare).


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