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Il ministro Alfonso Bonafede

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Nella distribuzione dei torti e delle ragioni nella disfida delle disfide in corso – quella tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e Nino Di Matteo, il più tonante tra i tonanti inquisitori dell’antimafia – non può mancare l’assegnazione della necessaria superficialità, quella che deriva dalla prima impressione. E alla prima impressione si capisce che Bonafede, detto Fofò, è letteralmente in buona fede, è pane di casa mentre l’altro, troppo accigliato, è proprio tipico nell’essere tipico: in missione per conto dell’Io.

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