Palazzo Chigi, sede del Governo

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Il nuovo braccio di ferro tra Lega e M5S sul “Salva Roma” non cambia la realtà del Dl crescita che destina al Mezzogiorno solo poche briciole e scarsa attenzione alle impellenti esigenze per sostenere crescita e sviluppo.

Per settimane l’impasse a causa delle norme sui rimborsi dei risparmiatori, ora la querelle tra Matteo Salvini e il M5S sul meccanismo per mettere fine alla gestione commissariale del debito della Capitale. Due fronti che hanno poco a che fare con la crescita. E in ogni caso non cambiano la realtà di un pacchetto di misure che destina al Mezzogiorno solo poche briciole e scarsa attenzione alle impellenti esigenze per sostenere crescita e sviluppo. Dl crescita e sblocca cantieri rappresentano i cardini della strategia della maggioranza gialloverde per cercare di dare un colpo di accelerazione a un trend dell’economia in preoccupante stagnazione.

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Ancora una volta l’effetto delle misure si sentirà soprattutto nelle regioni del Nord. A partire dallo sblocca cantieri.

Il monitoraggio realizzato dall’Ance mostra che nelle regioni del Nord le opere da sbloccare valgono 32,5 miliardi contro gli 11,4 miliardi al Sud su un totale di 53 miliardi e quasi 600 interventi.

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Tra le misure principali del provvedimento per la crescita i risarcimenti ai risparmiatori truffati (525 milioni di euro l’anno per un triennio), in gran parte residenti in Veneto.Anche le norme in campo fiscale guardano soprattutto al Nord. Il ripristino del superammortamento per l’acquisto di beni strumentali è stato utilizzato con maggiore frequenza a nord del Po. Trentino e Veneto le due regioni con la maggiore incidenza di imprese che hanno beneficiato dell’agevolazione fiscale (oltre una su tre). Nella stessa direzione l’aumento della deducibilità dell’Imu sui capannoni dal 40% al 60%. Il gettito complessivo sfiora i 10 miliardi ed è concentrato nel settentrione. Quindi lo sconto andrà prevalentemente nelle zone più industrializzate del Paese.

Anche lo sconto sull’Ires che sostituirà la mini Ires farà sentire i suoi benefici quasi esclusivamente al Nord. Su un gettito 2017 di circa 34 miliardi di euro, solo in Lombardia 11,8 miliardi e oltre 8 miliardi nel Lazio. Piemonte e veneto superano i 2 miliardi. Tutte le regioni del Mezzogiorno (isole comprese) generano 2,6 miliardi di euro. La progressiva riduzione dal 24% al 20% favorirà soprattutto il Nord (CLICCA PER VEDERE I DATI SULLE OPERE BLOCCATE E CENSITE DALL’ANCE).

In forte dubbio invece la stabilizzazione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo mentre ci sarà il rifinanziamento del fondo per l’acquisto della prima casa destinato agli under 35 con una dotazione di 100 milioni, rispetto ai 200 milioni precedenti. Altro intervento di cui ha beneficiato quasi esclusivamente il Nord. Secondo l’analisi effettuata dal Mef oltre il 50% dei finanziamenti erogati si concentra in Veneto (18%), Lombardia e Emilia Romagna. La prima regione meridionale è la Sicilia con appena il 6,51%, la Puglia il 4,50% e la Campania il 2,75%.

Nel Dl crescita è spuntato anche il dossier Alitalia in vista del termine del 30 aprile fissato dai commissari alle FS per l’integrazione dell’offerta. Il prestito ponte da 900 milioni sarà trasformato in finanziamento a tempo indeterminato e gli interessi che saranno maturati a partire dal prossimo giugno (al tasso del 10%) saranno convertiti in capitale della newco che avrà tra gli azionisti FS, Delta, lo Stato attraverso il Mef e forse anche Atlantia della famiglia Benetton.

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