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ESCLUSIVO Le bozze dell'Autonomia/Secessione

Emilia Romagna, meno deleghe senza mollare cassa e spesa storica

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Stefano Bonaccini
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Sedici materie chiede l’Emilia Romagna nell’ambito dell’autonomia differenziata, tra cui istruzione, organizzazione della giustizia di pace, tutela dell’ambiente, rapporti internazionali e con l’Ue, sicurezza del lavoro, ricerca scientifica, commercio con l’estero, tutela della salute, ordinamento sportivo, grandi reti di trasporto e di navigazione, previdenza complementare e integrativa.  Anche la bozza di disegno di legge sull’autonomia differenziata dell’Emilia Romagna è dedicato alle risorse finanziarie correlate alle funzioni statali per le quali si chiede il trasferimento.

I DECRETI

Analogamente ai testi dell’autonomia delle altre regioni è previsto il riconoscimento, in fase di prima attuazione, della cosiddetta spesa storica a legislazione vigente. 

Dovranno poi essere determinati i fabbisogni standard entro un anno dall’entrata in vigore di ciascuno degli specifici decreti di attribuzione delle competenze, fatti salvi i livelli essenziali delle prestazioni. Il finanziamento delle competenze avverrà attraverso la compartecipazione del gettito maturato sul territorio regionale dell’Irpef e di altri tributi, oppure attraverso aliquote riservate. 

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Eventuali variazioni, in aumento o in diminuzione, del gettito nel territorio regionale dei tributi compartecipati, sono di competenza della stessa regione che dispone di flessibilità “nei limiti dei decimi di compartecipazione e della riserva di aliquota previsti”.

 I decreti di attribuzione dovranno stabilire la data di decorrenza dell’esercizio da parte della regione delle nuove competenze che “dovrà avvenire contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e amministrative”. 

Poi ogni due anni, è la richiesta dell’Emilia Romagna, la Commissione paritetica (Ministeri e regione) verifica la congruità delle compartecipazioni e delle risorse di aliquote pese a riferimento per la copertura dei maggiori oneri, sia in termini di gettito che di correlazione con le funzioni svolte.

GLI INVESTIMENTI

Per gli investimenti, Lo Stato e la Regione Emilia Romagna determineranno congiuntamente le modalità per l’assegnazione di una compartecipazione (o aliquota riservata) all’irpef o altri tributi.

E’ anche possibile prevedere forme di crediti di imposta con riferimento agli investimenti privati. Anche l’intesa della Regione Emilia Romagna prevede una clausola di salvaguardia a garanzia del gettito in caso di interventi sulla base imponibile dei tributi oggetto di compartecipazione.

LA  NORMATIVA

Definita qui la parte finanziaria, il testo del disegno di legge si concentra sulla parte normativa. Molto spazio è dedicato alla gestione dei rifiuti. La regione chiede che le sia attribuita la determinazione dei criteri per la localizzazione degli impianti e anche la determinazione degli ordini di preferenza negli impianti di smaltimento e di termovalorizzazione dei rifiuti che premino la qualità qualità. 

A parità di qualità si terrà conto della minore distanza tra il luogo di produzione e impianto di smaltimento, “senza impedire l’ingresso nel territorio regionale di rifiuti che possono circolare in base alle norme vigenti”. 

In materia di tutela e sicurezza del lavoro, l’Emilia Romagna chiede la potestà di regolare i centri per l’impiego e le modalità di organizzazione delle risorse umane anche in ragione di quanto stabilito sul reddito di cittadinanza.

 LA VIGILANZA

Specifiche richieste riguardano poi la vigilanza. Alla regione, così prevede la bozza, sono attribuite competenze per potenziare il coordinamento con l’ispettorato nazionale del lavoro e le sue articolazioni territoriali per i controlli sui tirocini formativi e le altre prestazioni (anche quelle rivolte ai disabili) in presenza di obblighi ricadenti sui datori di lavoro. Una novità riguarda i cosiddetti contratti di solidarietà espansiva. Per incrementare i livelli occupazionali, alla regione è attribuita competenza legislativa nell’individuazione di strumenti volti a favorire la stipula di contratti aziendali così definiti che prevedono assunzioni a tempo indeterminato. A questo scopo la regione promuove l’inserimento nei contratti aziendali di clausole compensative di vantaggio a favore dei lavoratori cui viene ridotto l’orario.

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