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E finalmente sono venuti allo scoperto. Zaia e Fontana hanno gettato la maschera sulle posizioni finora sostenute per Veneto e Lombardia. Finora si era affermato che non ci sarebbe stata sottrazione di risorse per le regioni meridionali, adesso viene fuori che bisogna smettere di regalare soldi a questi “cialtroni”. Finalmente, anche se nelle dichiarazioni, nelle bozze che circolavano, era chiaro, viene fuori il problema di fondo che sono i residui fiscali che le due regioni Veneto, Lombardia ed in parte Emilia Romagna, e non solo queste , vogliono tenersi. Finora si è discusso di efficienza e di modifiche a parità di risorse, adesso viene fuori il motivo vero della questione: «In effetti la sola Lombardia regala ogni anno a Roma 54 miliardi che vengono sperperati al fine di mantenere il Mezzogiorno» viene sostenuto con un approccio a dir poco leggero che a prima vista potrebbe sembrare anche un ragionamento corretto e che fa molto presa sul popolo del Nord.

LUOGHI COMUNI

È corretto che ciascuno si tenga le risorse che produce! Perché i lombardi dovrebbero finanziare i campani? Soprattutto finanziare un Sud che ha avuto risorse infinite, composto da gente che non vuole lavorare e che ha anche il vantaggio di stare nelle regioni più belle d’Italia. Sembra un remake del noto film Benvenuti al Sud di Siani. D’altra parte tutta la polemica con il Mezzogiorno è stata impostata da sempre sui luoghi comuni dei terroni sfaticati. Dire che, in un ragionamento al limite, in tal modo coloro che abitano in via Monteleone a Milano, che probabilmente produrranno più reddito e pagheranno più imposte, potrebbero volersi tenere le proprie risorse per avere magari servizi di livello migliore rispetto alle periferie è assolutamente inutile. Come sostenere che in tal modo si mina l’unità del Paese perché la risposta è che già queste condizioni di disparità esistono e che la resistenza viene dalle classi “dirigenti politiche che non vogliono perdere risorse e privilegi”. Fare un altro ragionamento e cioè che non ha senso che un cittadino italiano che abita a Napoli e che ha un reddito di 100.000 euro annui e che quindi paga le imposte su esso abbia servizi più scadenti, come già è, rispetto ad un suo collega che invece abita a Milano e che paga le stesse imposte, anche questo è inutile.

IL LUPO E L’AGNELLO

Qui il ragionamento è quello del lupo che accusa l’agnello di sporcare l’acqua anche se lui è messo sopra. Quello che si vuole statuire è che i cittadini italiani sono diversi a seconda della regione in cui nascono. Dopo che ciò si è attuato perché è chiaro che le Italie sono ormai due, per reddito pro-capite, per infrastrutturazione, per servizi sanitari, per asili nido. Dopo che si è avuto la protervia di chiamare A1 un’autostrada che finiva a Napoli e che si è continuato vent’anni dopo con un’alta velocità che finisce a Salerno.

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