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«La battaglia del Quotidiano del Sud, la porteremo in Parlamento». Nella sua intervista di sabato 29 giugno a questo giornale, Francesco Boccia, deputato Pd ed ex presidente della Commissione Bilancio alla Camera, prometteva di sollevare la questione dello scippo da 62,5 miliardi ai danni del Mezzogiorno nell’aula di Montecitorio (LEGGI LA NOTIZIA). 

Ieri mattina la promessa ha preso la forma di un interpellanza parlamentare, firmata da tutti i deputati Pd del Sud, primo firmatario lo stesso Boccia. 

UN PAESE DI SERIE B

L’interpellanza cita dati sulla spesa pubblica, più volte pubblicati da questo giornale, che si risolvono nella fotografia impietosa: «Secondo i conti pubblici territoriali – si legge –  nel 2017 (ultimo anno disponibile) la quota di risorse ordinarie in conto capitale della Pa destinata al Mezzogiorno è pari al 26,7% a fronte del 34,4% di popolazione; al Centro Nord siamo al 73,3% contro il 65,6% di popolazione».

E gli investimenti stanno anche peggio: «Secondo i medesimi Conti pubblici territoriali, pubblicati dall’Agenzia per la Coesione territoriale nel 2018, fra il 2001 e il 2015 (ma il trend non ha subito variazioni di rilievo negli ultimi due anni) gli investimenti con risorse ordinarie destinate al sud sarebbero pari al 22,6% in media, con una punta minima del 19,2% nel 2007 e una massima del 24,3% nel 2014; nello stesso periodo, il Centro Nord avrebbe così incassato la parte più consistente della spesa in conto capitale, passando dal 78,8% del 2001 al 78,6% del 2015, senza mai scendere al di sotto del 73,8%». 

Siamo lontani anni luce dal 34% degli investimenti, introdotto con l’ultima legge di Bilancio, che spetterebbe al Mezzogiorno in base alla popolazione. Per arrivarci, si legge nell’interpellanza, «mancherebbero quindi quasi 3 miliardi all’anno di risorse ordinarie in conto capitale, mentre per quanto riguarda la spesa in conto capitale, il calo sarebbe ancora più evidente: fra il 2000 e il 2017 gli investimenti pubblici, nel Sud, si sarebbero dimezzati, passando da 22,2 miliardi  (l’1,4% del Pil) a 10,6 miliardi (0,7% del Pil)».

LA PROPOSTA

In merito, la proposta dei dem è radicale: estendere la clausola del 34% alla spesa pubblica complessiva. 

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