Tempo di lettura 4 Minuti

Se il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale europeo continuerà lungo la strada dei tagli alla Politica agricola Ue, le ambizioni di una svolta verde dell’agricoltura europea saranno seriamente ipotecate. La trattativa sul bilancio euro «non ci sta aiutando»: lo ha denunciato la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, nel messaggio lanciato al Consiglio agricolo che si è svolto ieri a Bruxelles.

«Gli agricoltori saranno in grado di seguire la strada che stiamo tentando di tracciare – ha detto Bellanova – solo nel caso in cui gli impegni da mettere in atto saranno adeguatamente compensati».

ALI TARPATE

Per ora sul tavolo restano solo le pesanti sforbiciate. E l’aspetto ancora più grave è che saranno gli agricoltori del Sud a pagare la bolletta più salata per i tagli dei contributi della Politica agricola comune. La riforma è destinata a slittare al 2022, tenendo conto che a causa dello stallo dei negoziati sul bilancio 2021-2027 la nuova Pac non potrà partire come da programma nel 2021.

La Commissione europea, però, ha comunque proposto una serie di aggiustamenti che, secondo il regolamento transitorio adottato, si tradurrà in un robusto ridimensionamento del budget italiano di 370 milioni. Al nostro Paese verranno infatti assegnati 3,56 miliardi per i pagamenti diretti e 1,27 miliardi per lo sviluppo rurale: in soldoni, rispettivamente per i due capitoli di spesa,140 milioni (-3,9%) e 230 milioni (-15,6%) in meno sul massimale 2020.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio economico Coldiretti, a rimetterci di più sono la Puglia, con una riduzione di 38,6 milioni, seguita dalla Sicilia che lascia sul campo contributi per 37,7 milioni. La Lombardia si ferma a 32,3 milioni, mentre la Campania, con un taglio di 28,5 milioni, è più penalizzata del Veneto (28,3 milioni) e dell’Emilia Romagna (26,3 milioni).
Ma non va molto meglio alla Calabria con una riduzione di 23,6 milioni. Per la Sardegna scatta una flessione di 21,3 milioni, di 12,1 milioni per la Basilicata.

Cancellare risorse nel Mezzogiorno significa tarpare le ali a un settore che per quei territori ,e in particolare per le disagiate aree interne, rappresenta una delle poche occasioni di rilancio economico. L’agricoltura, che svolge anche una funzione vitale di tutela ambientale in un momento in cui, complici i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico, il Paese si sbriciola, è considerata anche in sede Ue un baluardo dei territori.
Ambiente ed economia, due obiettivi indissolubilmente legati anche nella nuova manovra del governo, trovano la migliore sintesi proprio nel sostegno all’attività primaria. Al Sud, poi, è quasi un diktat anche alla luce della deriva industriale, a partire dalla drammatica vicenda ex-Ilva.

LE PROTESTE

Contro la decisione di Bruxelles si è alzato un coro di proteste. La ministra, sin dal suo insediamento si era impegnata a sostenere le ragioni e gli interessi degli agricoltori italiani : «Perché non si deve danneggiare il settore agricolo». Sulla stessa linea Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento Ue e relatore della riforma Pac, che ha ricordato come Strasburgo abbia dall’inizio chiesto ai capi di Stato e di governo di «aprire i cordoni della borsa per garantire al bilancio comunitario l’1,3% del Pil dell’Europa e non l’1,1% attualmente in discussione e insufficiente per affrontare le sfide che ci attendono». De Castro ha anche sottolineato che «gli agricoltori sono in prima linea nella lotta al cambiamento climatico e ambasciatori nel mondo del Made in Italy agroalimentare, settore portante della nostra economia».

Fuoco di sbarramento al ridimensionamento delle risorse agricole da parte di tutto il mondo agricolo. Per Coldiretti «è inaccettabile il taglio all’agricoltura italiana che è la più green d’Europa, con primati nella qualità e sicurezza alimentare. È necessario garantire all’agricoltura risorse necessarie per continuare a essere un motore di sviluppo sostenibile per l’Italia e l’Europa – dice il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – Indebolire l’agricoltura, unico settore realmente integrato dell’Unione, significa minare le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro».

I TAVOLI DI CONFRONTO

Sull’emergenza dei tagli Pac, ma anche della Brexit e dei dazi, il leader della Coldiretti farà il punto mercoledì con i vertici della Commissione e del Parlamento europeo, dai Commissari designati all’Economia, Paolo Gentiloni, e all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, fino al presidente dell’Europarlamento David Sassoli.

Sul tavolo, oltre agli interventi per evitare che sia solo l’agricoltura, tramite la riduzione del budget Pac, a pagare il pesante conto della Brexit, ci sono anche gli effetti dei dazi americani sui prodotti nazionali e la necessità di trovare delle forme di compensazione per i settori che sono rimasti colpiti e l’etichettatura di origine degli alimenti per garantire sicurezza e trasparenza dell’informazione a tutti i consumatori europei.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •