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Passate le elezioni regionali che avevano monopolizzato l’attenzione della classe politica e frenato l’attività di governo, ancora nulla sembra essersi rimesso in moto per le questioni che riguardano il Sud. Questa volta è la riforma della prescrizione che catalizza l’interesse delle forze politiche di maggioranza. Intanto il tempo passa e del piano per il Sud non c’e’ traccia. Anche l’autonomia differenziata è al palo, nonostante la bozza di legge quadro messa a punto dal ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, sia stata approvata all’unanimità della conferenza Stato-Regioni e sia pronta per andare in Consiglio dei Ministri. Questo stato di cose scontenta il Sud, che vede allungarsi il periodo per il superamento della ‘spesa storica’ e il Nord, con il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che parla di “inaccettabile traccheggiamento”.

La complessa procedura per definire i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) per le funzioni regionali per le quali è possibile richiedere l’autonomia, non è neanche iniziata. Per il Sud significherebbe il superamento della spesa storica e la messa a disposizione di risorse per garantire servizi pubblici adeguati anche nelle aree più disagiate. Tutto fermo in attesa della verifica di maggioranza che viene rinviata di giorno in giorno.

Qualche indiscrezione trapela sui provvedimenti che dovrebbero entrare nel piano per il Sud a cui sta lavorando il Ministro Giuseppe Provenzano. Ad esempio, la previsione di assunzione di personale tecnico qualificato nei Comuni. Ingegneri, informatici, economisti, che possono fare la differenza nella progettazione di infrastrutture, processo che segna il passo anche quando le risorse sono a disposizione, come dimostra il ritardo nell’utilizzo dei fondi strutturali europei. Misura di cui c’è bisogno come il pane, ma sulla cui attuazione il condizionale è d’obbligo.

Il fronte politicamente più vivace sulle problematiche del Sud sembra al momento quello della sardine. Dopo la lettera al premier Giuseppe Conte in cui considerano quello del Mezzogiorno il primo punto da inserire nella nuova agenda di governo, una delegazione delle sardine dovrebbe essere ricevuta nei prossimi giorni, probabilmente il prossimo mercoledì 12 febbraio, dal ministro Boccia. Anche Provenzano si è detto pronto ad un incontro con i rappresentanti del movimento. Tra i temi sul tavolo, fanno sapere, vi è appunto la riforma dell’autonomia differenziata, in particolare il suo impatto sul Mezzogiorno. I questi giorni le sardine delle regioni meridionali prepareranno un documento da portare al ministro.

In tema di autonomia differenziata sono attivi anche i sindacati con i quali Boccia sta continuando ad interloquire. In particolare i sindacati del comparto Istruzione e Ricerca hanno chiesto un incontro urgente a Boccia. “E’ nostra convinzione – hanno scritto nella lettera al ministro – che il carattere unitario e nazionale del sistema scolastico pubblico vada pienamente salvaguardato perché rispondente ad una corretta interpretazione del dettato costituzionale e che pertanto l’istruzione debba considerarsi materia esclusa da ogni eventuale progetto di rafforzamento delle competenze regionali”.

Scalpitano i governatori che avevano già sottoscritto intese, anche senza un quadro generale definito al quale, appunto, sta mettendo mano Boccia. Il più agguerrito è il presidente della Lombardia. “La nostra regione è la più importante dal punto di vista economico ma nell’ultimo periodo c’è qualche scricchiolio. Il problema – ha sostenuto Fontana – è che il nostro Paese, nel suo complesso, è arrivato ad un momento in cui certe scelte sono necessarie. Il mondo va ad una velocità supersonica e noi andiamo come un carro trainato da cavalli. Mattarella ha detto che l’autonomia è una riforma che deve servire a tutto il Paese. Entro la fine di gennaio doveva essere approvato il disegno di legge per iniziare questo percorso, ad oggi ascolto che ci sono delle riserve. Credo di essere un po’ preso in giro. Questo traccheggiamento è inaccettabile”.

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