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L'ignavia della politica: Forte con i poveri e debole con i ricchi

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In un Paese in cui quasi tutti i Comuni del Mezzogiorno non ricevono un solo euro l’anno per gli asili nido (LEGGI IL FONDO: ASILI NIDO, LO ZERO C'È MA NON SI VEDE) e il trasporto pubblico locale, si buttano ogni giorno milioni per distribuire gettoni d’oro agli amici degli amici e affittare sontuose palazzine per la “festa della patria del Friuli”.

A Verona si erogano prebende come se nulla fosse a micro-partecipate pubbliche che non presentano neppure il bilancio, la società milanese di gestioni autostradali (Asam) brucia 160 milioni in quattro anni (LEGGI) e la Regione Lombardia copre le perdite a piè di lista con i soldi nostri.

Oltre 9 mila partecipate degli enti locali, otto su dieci al Nord-Centro, spendono e spandono indisturbate, hanno accumulato debiti per 83 miliardi.

L'INCHIESTA: Operazione verità. Scippo al Sud sulla spesa pubblica, il Nord toglie al Mezzogiorno 61 miliardi l'anno

A questo si è ridotto un regionalismo miserabile per l’ignavia dei partiti di fronte all’arroganza dei ricchi.

Per il povero Comune del Sud non c’è uno straccio di classe politica che si prenda la responsabilità di fissare un fabbisogno minimo neppure di quattro euro a abitante.

Per il Comune dei ricchi regaloni di Stato (LEGGI IL FONDO: REGALONI DI STATO) da almeno un decennio con i soldi sottratti al Sud. Insomma: forte con i poveri, debole con i ricchi.

Ovviamente è tutta colpa dell’Europa che non c’entra niente.

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