Palazzo Chigi

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Se vogliono continuare a governare questo Paese anche solo un altro giorno il Capitano delle truppe leghiste, il plurivotato Matteo Salvini, e il prescelto di Casaleggio per la guida dei pentastellati, il meno votato Luigi Di Maio, hanno una sola possibilità. Chiedere scusa agli italiani, donne e uomini, riconoscere di avere sbagliato (quasi) tutto, e promettere solennemente che non lo faranno più.

Il Capitano deve capire che quota 100 è stato un regalo a persone fisiche suoi elettori pagato dall’intera platea dei pensionati che hanno un assegno mensile superiore ai 1500 euro. Ha sottratto soldi (importanti) a scuola e infrastrutture, non ha minimamente creato occupazione, e cosa più grave di tutte ha messo in discussione la riforma Fornero delle pensioni, che è una delle due clausole di salvaguardia del debito pubblico italiano (l’altra è il risparmio privato), e ha contribuito così alla fuga degli investitori, caricando sulle spalle dei nostri giovani 17 miliardi di tassi di interesse in più nei prossimi tre anni.

L’UE PUNTA IL DITO CONTRO L’ITALIA: MEZZOGIORNO ABBANDONATO

Sul reddito di cittadinanza Di Maio, piuttosto che prodigarsi maldestramente per correggere il testo della lettera del ministro del Tesoro, Tria, alla Commissione europea, farebbe bene a prendere atto che non è l’assistenzialismo, per di più in deficit, la risposta ai problemi strutturali del Mezzogiorno.

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Entrambi, insieme e separatamente sempre, devono essere in grado di usare un linguaggio confacente al loro ruolo non più di capipopolo e capire, una volta per tutte, che il vaniloquio dilettantesco e la strumentalità elettorale della polemica con l’Europa, mettono a repentaglio la seconda manifattura europea, l’unità della nazione, la sopravvivenza del progetto di integrazione europea.

Cari Salvini e Di Maio, le vostre scelte cocciutamente improbabili e i comportamenti conseguenti mettono le basi per la colonizzazione franco-tedesca del Nord e la deriva del Mezzogiorno, la liquidazione insomma delle due Italie.

Per una volta entrambi, dite la verità agli italiani: solo l’Europa ci può salvare. Prendete appunti e fate quello che vi ha chiesto. Ricordatevi, cioè, di non fare più assistenza, ma investimenti produttivi e, soprattutto, mettete al centro il Mezzogiorno. Se volete perseverare nell’errore, continuare a saccheggiare i poveri a favore dei ricchi, aumentare qualità e intensità delle balle, bruciare un altro pezzetto di fiducia e fare scappare ancora di più gli investitori dai titoli italiani, allora l’unica soluzione è la crisi di governo.

L’Italia è tornata per il vostro vaniloquio sull’orlo del burrone. A nessuno, nemmeno con un plebiscito di voti, può essere consentito di farla rotolare giù e di portarsi dietro l’Europa.

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