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Scippo al Sud e Autonomia differenziata, in gioco l'unità del Paese

Opereremo perché sia tutto trasparente: il merito e l'infamia

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La miopia e l’arroganza si sostengono a vicenda. Nell’Italia del vaniloquio di oggi tutti si occupano di quello che deve fare l’Europa, la Germania, la Francia.

C’è  chi giura fedeltà e “servilismo” a vita a Trump e, nello stesso governo, chi vende l’anima a XI Jinping per quattro spiccioli. Non c’è mai qualcuno che abbia il coraggio di dire e, soprattutto, di fare ciò che serve all’Italia e ai suoi giovani che, di certo, non sono quota 100 e reddito di cittadinanza che, infatti, gli italiani hanno snobbato.

In questo Paese, a dir poco bizzarro, che si trova sotto il rischio di una procedura di infrazione per eccesso di bullismo sovranista, si gioca con le parole per non ammettere i propri errori, c’è un solo punto dove la miopia e l’arroganza si saldano insieme pericolosamente.

Questo punto si chiama autonomia differenziata, ma vuol dire furto di Stato del ricco al povero, vuol dire togliere per sempre la spesa pubblica dovuta ai nonni e ai bambini delle Regioni meridionali, come ad esempio servizi di assistenza e asili nido, per regalarla alle Regioni del Nord e alimentare il poltronificio lombardo-veneto di politici trombati e degli amici degli amici.

L’Europa non vuole l’autonomia differenziata e spinge per le politiche di coesione che mettano al centro il Sud, la “banda del buco” del Grande Partito del Nord vuole che la cassa di cui si è indebitamente appropriata da dieci anni in qua diventi sua per sempre di modo che possa continuare a sottrarre risorse (sempre di più) alle popolazioni meridionali.

 Non basta avere condotto le due Italie, con queste politiche miopi e arroganti tutte italiane non europee, a un divario di reddito pro capite sostanzialmente del 50%. Ora si vuole fare di più, ci si avvia all’ultimo scippo accuratamente preparato con dati tutti falsi e un ministro della Repubblica indegno della nostra storia repubblicana perché ha mentito spudoratamente in sede parlamentare (LEGGI L'EDITORIALE SUL MINISTRO STEFANI). Si vuole prendere tutta la cassa pubblica del Sud e tagliare ulteriormente il reddito pro capite  dei cittadini meridionali già ridotto all’osso. 

Davanti a questa vergogna noi non abbasseremo mai la testa e, siccome la partita è davvero capitale - è in gioco la rottura dell’unità del Paese - state certi che non ci sarà un solo deputato, eletto nel Sud, di qualunque partito sia, di cui non vi racconteremo passo passo comportamenti e scelte. Perché sia tutto trasparente. Il merito e l’infamia.

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