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L'operazione verità e i pifferi suonati: incatenati con le loro mani

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Banconote euro
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Volevano solo soldi pubblici, altri soldi pubblici. Appena hanno sentito parlare di fondo perequativo e si sono resi conto che la (loro) moneta con il trucco incorporato, la spesa storica, godeva di cattiva reputazione, i tessitori della “banda del buco” del Grande Partito del Nord si sono dati alla fuga. Hanno saccheggiato il bilancio pubblico italiano da dieci anni. Ormai consideravano i soldi degli altri Cosa Loro e da professionisti del ramo ritenevano un giochetto da ragazzi impossessarsi definitivamente di quella cassa. Non è andata così. Li avevamo avvisati i Governatori Zaia e Fontana: state aprendo gli occhi a tutti quelli che avete ingannato fino a oggi, rischiate di fare la fine dei pifferi di montagna. Che come è noto andarono per suonare e furono suonati.

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Potremmo dire con soddisfazione di averci preso, ma saremmo omissivi. I pifferi di montagna non solo sono stati suonati, ma si sono incatenati con le proprie mani. Anche se decidessero di fermare tutto, le inchieste documentali di questo giornale hanno messo a nudo il più clamoroso scippo di Stato operato dai ricchi a scapito dei poveri, l’ultimo dato disponibile (spesa pubblica lorda 2017) è di 62,3 miliardi.

Le principali istituzioni contabili della Repubblica italiana hanno confermato valori, criticità costituzionali e tendenze pericolose. Dalle catene potrà liberarli solo l’operazione verità. Non sarà indolore. Dovranno rinunciare alla moneta con il trucco incorporato.

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