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Scambiare un frammento di potere spicciolo con il destino della gente che si governa e il futuro dei loro figli appartiene alle cose miserabili che condannano il Mezzogiorno.

Scambiare un frammento di potere spicciolo con il destino della gente che si governa e il futuro dei loro figli appartiene alle cose miserabili che condannano il Mezzogiorno.

Sarà sempre troppo tardi quando finirà questo insano, moderno doroteismo, a scartamento ridotto.

Il ragionamento neo-feudale è più o meno il seguente: i ricchi vincono, in un modo o nell’altro questa autonomia secessionista si farà, e allora io che faccio?

Sto fermo, mi batto per fare saltare tutto, chiedo conto dello scippo subìto?

No, faccio i miei calcoli e dico: mi piglio gli insegnanti, mi prendo i musei, un pezzo di autostrada, baratto l’uscita dal commissariamento della sanità così posso tornare a assumere chi voglio io.

Siamo al supermercato (miserevole) delle competenze, ogni Governatore va nello scaffale che gli interessa e crede di potersi prendere qualcosa, anzi se lo prende.

Solo che se questo Governatore è del Sud, bisogna che qualcuno glielo spieghi, quel pezzo che si è preso non sarà in grado di gestirlo perché avrà dato via libera sua sponte alla “illegittima-legittimazione” della regola estrattiva della spesa storica con cui il Nord sottrae sistematicamente decine e decine di miliardi di spesa pubblica dovuti al Mezzogiorno da dieci anni esatti.

Non riavrà mai più la cassa che gli spetta e si prenderà solo nuovi debiti che non potrà onorare.

Che pena!

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