Controlli per evitare il diffondersi del Coronavirus

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Arriverà il giorno in cui si dovranno dare spiegazioni esaurienti per capire come è stato possibile che la Lombardia abbia regalato all’Italia il podio mondiale dopo Cina e Corea per numero di contagi da Coronavirus. Occorrerà una trasparente discussione pubblica per capire quanto della abnorme spesa statale che il bilancio italiano trasferisce al sistema sanitario lombardo viene destinato alla prevenzione, alla sicurezza e all’igiene pubblica e quanto va invece a foraggiare quella attività privata che ha di certo eccellenze mediche ma è totalmente priva di cultura ospedaliera pubblica.

Quanto ha pesato il prolungato sonno della ragione lombardo-veneto nella terribile situazione italiana di oggi? Quanto è stato determinato dai fumi narcotizzanti di una superfatturazione che ha il suo moltiplicatore nei tagli dei trasferimenti alle sanità regionali del Mezzogiorno e ai conseguenti viaggi della speranza al Nord? Ma come è possibile che tutti i contagi nelle altre regioni partono proprio da quei focolai lombardi che mettono a nudo l’inspiegabile assenza di reattività e di organizzazione da parte della struttura sanitaria regionale nettamente più finanziata di Italia? Come si fa a non cogliere la differenza con l’azione di prevenzione e la regia scientifica/operativa dello Spallanzani di Roma che continua a trasferire fiducia e serenità a tutti?

Per capire come sono andate le cose è presto e lo spirito che deve animare il Paese in questi giorni deve essere quello della massima unità. Farà bene il Sud a esercitare con la solidarietà la responsabilità in più che i fatti lombardo-veneti gli assegnano a tutela di un Paese prostrato e dilaniato. Il primo della classe che commette un errore da sospensione o da espulsione entra nel panico, trasferisce psicosi. C’è il rischio concreto che non capisca più nulla. Ecco, questo è un lusso che l’Italia di oggi non si può permettere. Non si può consentire che i contagi dagli unici territori nazionali scappati di mano contaminino gli altri riproducendo leggerezze e distrazioni. La pandemia italiana va fermata a ogni costo e il messaggio televisivo di Conte coglie nel segno. Va pungolato per fare a tutto campo, ma sostenendolo. Il governo della Repubblica eserciti con fermezza l’azione di comando nella sanità perché il sistema di venti regioni e venti tamponi è incompatibile con il conseguimento dell’obiettivo.

Abbia anche, però, la forza di affiancare alla presa di comando responsabile due decreti che permettano, con i poteri straordinari del modello Genova, di aprire un cantiere da 20 miliardi di grandi opere (a partire ovviamente dal Mezzogiorno) e un altro di pari importo per le costruzioni che rifaccia le facciate dei palazzi nelle città italiane piene di storia e di cultura dando un futuro di lungo termine al nostro turismo. Si metta la bandiera del ponte Morandi e si apra il Cantiere Italia che ci porterà fuori dalla doppia crisi economico-sanitaria. Per il resto, si risarciscano le persone e le aziende danneggiate e si operi a livello mondiale perché i nuovi aiuti monetari arrivino alle imprese globali – qui noi siamo in prima linea – e mobilitino gli investimenti pubblici. Questo serve per fare le cose e evitare le parole inutili da psicosi italiana.

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