I camion dell'Esercito carichi di bare

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Ci sono cose che vanno dette quando si è ancora in tempo. Prima che non sia più possibile fare niente. Per rifare l’Italia in un mondo completamente nuovo bisogna avere almeno rispetto delle bare di Bergamo che cercano casa. Questa retorica sui medici eroi vuole tributare un omaggio sacrosanto a chi è stato mandato in trincea senza le armi per combattere, ma a questo punto diventa stucchevole perché non riguarda più eroi ma martiri. Chi ama la Lombardia deve dire alla Lombardia tutta la verità e, soprattutto, deve farlo senza indulgere a sciacallismi di sorta tanto stucchevoli quanto insopportabili. Silvio Garattini ama la città dove è nato, che è Bergamo,e non ha dubbi che va completamente ripensato il rapporto tra ospedali e territori. Giudica agghiacciante la lettera-denuncia dei medici bergamaschi con cui abbiamo deciso di aprire il giornale.

Questo virus maledetto si combatte in ospedale, ma si vince nelle case, sul territorio, facendo prima prevenzione seria che vuol dire bandire eventi che non si sono banditi e facendo una campagna per fare a più persone possibili il tampone fuori dai ricoveri e dando al personale medico tutte le protezioni necessarie. Questo è il problema di oggi della Lombardia e questo problema va affrontato non solo creando nuove postazioni di terapia intensiva e ospedali che resteranno. Ancora prima, già da domani mattina, il problema va affrontato riducendo i ricoveri, andando nelle case, facendo i tamponi, dando un volto e mani attrezzate al medico del territorio altrimenti si sarà coscientemente deciso di fare dell’ospedale il focolaio italiano auto indotto della Pandemia globale. Per capirci, bisogna fare quello che è stato fatto in Veneto. È noto che noi non siamo stati mai teneri con le intemperanze autonomiste un po’ guascone di Zaia, ma non abbiamo alcuna difficoltà a riconoscergli che questa volta ha fatto bene. Ricordatevi: questo è il problema di oggi della Lombardia e questo è l’errore che non può essere ripetuto in nessun’altra regione del Sud dove si parte svantaggiatissimi per i tagli ottusi che la sua sanità pubblica ha ricevuto a favore della sanità privata della rendita prevalentemente lombarda.

Arrivano momenti in cui anche il primo della classe, superato il comprensibile sbandamento per ritrovarsi in testa alle classifiche della morte, recupera lucidità e decide di rialzarsi. Dalla Sicilia alla Puglia fino alla Germania la Lombardia sta scoprendo una solidarietà, che è fatta di posti letto e di assistenza per le vittime del Coronavirus, di cui deve essere orgogliosa e, almeno un po’ mostrare gratitudine. Soprattutto, ne deve fare tesoro.

Abbiamo scritto ieri che siamo in un’economia di guerra, ma tutti sparano sul generale che guida le truppe italiane e si danno, quindi, un gran da fare perché l’Italia possa perdere la Grande Guerra. La battaglia permanente delle ordinanze con le Regioni, imprese e sindacati in lite tra di loro sull’orlo del burrone, virologi e talk show che danno il meglio per mischiare le acque e confondere la testa delle persone. Non avevamo messo nel conto sinceramente la peggiore burocrazia della terra che riesce a inserire in un provvedimento di legge che deve aiutare chi è murato in casa e non ha più né un lavoro né un reddito una norma che regala al fisco due anni in più per frugare nelle sue tasche allungando i tempi di analisi delle posizioni fiscali da cinque a sette anni. Mentre il mondo studia come saltare tutti i passaggi delle burocrazie pubbliche e creditizie per fare arrivare direttamente sul conto corrente il bonifico che permette di ridurre i danni di guerra, noi ci preoccupiamo di allungare i tempi della durata degli accertamenti fiscali. Nessuna pietà, sia chiaro, per chi evade il fisco, ma i processi fiscali a vita mentre si contano i numeri dei morti e si è alle prese con il nuovo ’29 mondiale no, è troppo. Dentro questi comportamenti c’è la febbre altissima della malattia italiana che è ancora più forte del virus. Presidente Conte, metta a posto questi piccoli uomini che si preoccupano solo di avere i fondi per pagarsi gli straordinari che a volte fanno a volte no. Avvisi anche loro che siamo in guerra, non c’è spazio per i loro piccoli calcoli. La temperatura è altissima, più in alto ci sono solo i talk show della doppia morale che mostrano disprezzo per una parte del Paese e leccano in modo imbarazzante i cosiddetti padroni del vapore. Poverini, tutto è cambiato, ma nemmeno se ne sono accorti.

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