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Femminicidi, le ultime sentenze "patriarcali" della magistratura 
Anche il tempo può tornare indietro, basta guardare l'Italia

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L’annuncio è di quelli che fanno effetto: gli scienziati hanno trovato il modo per “far tornare indietro il tempo”. È stato il ricercatore Gordey Lesovik, che dirige il Laboratorio di Fisica Quantistica presso l’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (MIPT), ad annunciarlo al mondo a metà marzo: «Abbiamo creato artificialmente un modo per andare nella direzione opposta a quella del tempo». Ovvero indietro. Per ora si tratta di un esperimento, ma il suo team continuerà a lavorare per affinare la scoperta. A noi però preme ridimensionare gli entusiasmi di Lesovik: gli italiani ci sono arrivati prima di lui.

E non ci riferiamo solo al genio di Massimo Troisi, e ai suoi indimenticabili colloqui con Leonardo Da Vinci nel film “Non ci resta che piangere” (titolo che tra l’altro calcherebbe a pennello anche alla nostra storia). No, parliamo della realtà. Da noi siamo già molto oltre la sperimentazione, siamo all’applicazione su larga scala. Ma quello che sicuramente farà ancora più rabbia ai ricercatori russi è che ad arrivare prima di loro a questa scoperta sensazionale non sono stati degli scienziati, bensì dei magistrati. 

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