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Esempi di verbi presi da un sussidiario per esercizi di seconda elementare: papà lavora e legge; mamma cucina e stira.

Siamo nel 1960? No, siamo ai giorni nostri.

La vicenda, scoperta da una attonita mamma, ha avuto il giusto risalto sulla stampa e sui social.

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Medito: quando mio figlio in un tema alle elementari sui genitori scrisse: «papà è il più bravo nel suo lavoro; mamma è la migliore negli sport», io ci risi su, ma in realtà mi arrabbiai un po’, perché mi sembrava venissero sminuite le mie doti intellettive.

Ma adesso mi ritengo molto fortunata, almeno mio figlio non mi inquadrava nello stereotipo della mamma addetta solo alla cura della casa e della famiglia.

Quello subìto per secoli dalle nostre antenate. Quello riportato dal sussidiario sopracitato.

E poi medito ancora: ma davvero negli anni del digitale a più non posso, dei bambini che già a due anni usano lo smartphone meglio dei loro genitori, nelle nostre scuole si usa ancora “il sussidiario”?

Appello al ministro dell’istruzione: «Svegliati, siamo nel 2019».

Appello agli insegnanti: «Aggiornatevi».

Ultima considerazione: non ho nulla contro le donne che hanno scelto “volontariamente” di dedicarsi alla cura della casa e della famiglia, cucinando e stirando (se proprio insistono).

Ricordiamoci però sempre la parolina magica: scegliere. E non mi si dica che non sempre è possibile, che a volte i sogni di gloria si spiaccicano contro una realtà dove nemmeno una laurea con lode è sufficiente a farti trovare il lavoro che desideri.

E quindi se il papà è l’unico a lavorare, la mamma «cucina e stira» perché così vanno le cose.

Volendo volare alto potrei dire: riprendetevi i vostri sogni.

Volendo rimanere con i piedi per terra, mi permetto di dare almeno un suggerimento: care mamme disoccupate non per colpa vostra, care mamme disilluse, oltre a cucinare e stirare aggiungete un altro verbo alle vostre giornate: leggere.

Almeno questo ve lo potete regalare. A voi e ai vostri figli.

eva.kant@quotidianodelsud.it