Diana Del Bufalo

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Tempo di lettura 6 Minuti

di VALERIA CHICHI

Diana non le manda a dire e in questa intervista ti spiazza, come al solito. Cantante, attrice, conduttrice Tv, di recente su RaiDue in uno show in prima serata con Pupo, lei deve molto al web, che agli inizi, come youtuber, l’ha catapultata oltre la rete, al cinema e in TV. La sua canzone, La Foresta, un inno di protesta contro la depilazione delle zone intime, da lei composto in una torrida notte d’agosto in cui senza vestiti, si è messa a riflettere sulle sue pudenda, è sempre visualizzatissima.

La Del Bufalo, 29 anni, mix di spontaneità e irriverenza, ora parla di social e si infiamma: «Tante persone non sanno usare i social, non si rendono conto degli effetti, della reale potenza del mezzo. Vede, io ho Instagram, perché ci lavoro, ma sono critica, se potessi, ne farei a meno. Sono felice che Zuckerberg voglia eliminare la visualizzazione del numero di like dalle foto. Quando si hanno tanti like sei qualcuno, altrimenti non vali niente. Lo vieterei ai bambini, perché è un impoverimento intellettuale, trasmette un messaggio sbagliato di perfezione. Su Instagram veniamo bombardati da corpi perfetti, ma quella è estetica, non bellezza. La bellezza è un’altra cosa, che ha a che fare con l’interno, quindi il messaggio è distorto».

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Ce l’ha con le influencer?

«Mi riferisco soprattutto a loro, certo. Ma non le giudico, le persone non possono immaginare che, probabilmente, in tante di queste ragazze si annidi dell’insicurezza. Credo che siano in molte a esporre i loro corpi per riuscire ad accettarsi. E ciò avviene tra le influencer, ma anche tra le persone comuni. Non è vero che quando una persona mette una foto del proprio corpo, sia sicura di sé».

Lei invece, è sicura di sé?

«Sono stata un’insicura. Quando postavo i primi video, cercavo di rendermi carina, e alla fine mi piacevo. Poi, arrivavano i commenti degli haters: “Sei brutta, sei grassa, non sei capace”. Mi distruggevano, ci stavo male. “Vi prego, già sono insicura, non mi instillate altre insicurezze!” scrivevo. Poi, ho imparato a fregarmene».

Mi scusi, ma se soffriva, perché aveva un canale Youtube?

«Beh, c’erano anche i complimenti, che mi davano l’immenso piacere di regalare buonumore alle persone. La molla comunque, è stata il desiderio prepotente di esibirmi, di esprimermi alla mia maniera, un po’ provocatoria. Sono sempre stata una burlona, fin da piccola».

Sua madre e suo padre quando hanno ascoltato la canzone La foresta, o Delfina, che parla della maturazione sessuale di una ragazza, che cosa le hanno detto?

«Hanno riso con me. I miei mi hanno sempre sostenuta, non sono due persone molto convenzionali. Mia madre è cantante lirica, mio padre è un archeologo, una sorta di Indiana Jones. Quando io e mio fratello eravamo piccoli, lui portava tutta la famiglia in India, in Egitto, ovunque andasse per lavoro, era il mio eroe. Abbiamo dormito nel deserto, ho visto serpenti, scarafaggi, calabroni pazzeschi, cieli su di noi, meravigliosi… Dopo il brano la Foresta, ero un po’ in crisi di ispirazione e mio padre, un giorno, mi ha detto: “Diana perché non scrivi una canzone sulle caccole? Dai, nessuno l’ha ancora fatto”. Papà, ma che stai a dì?, gli ho risposto».

Come ha iniziato?

«Ho sempre voluto cantare, la musica con una madre cantante lirica, l’avevo in casa. Da ragazzina ho studiato pianoforte per cinque anni, poi la chitarra elettrica. A diciannove anni me ne sono andata a Londra per frequentare un’accademia di spettacolo, ma mi sono sentita respinta dalla città. Gli inglesi hanno un’altra cultura, troppo freddi, per me. Io sto tanto bene a casa mia con i miei, mi sono detta. E sono tornata in Italia. Però è stato proprio a Londra che ho aperto il mio canale Youtube: postavo video in cui mostravo la mia incapacità nei lavori domestici: fare la lavatrice, i piatti… Oggi, quei video li ho cancellati quasi tutti, li trovo un po’ sciocchi, anche se così ho iniziato a farmi conoscere sul web».

E poi?

«Tornata a Roma, sempre con l’idea di fare qualcosa di artistico, mi sono iscritta ai provini di Amici 10 e sono entrata. I miei erano al settimo cielo, mio fratello, pianse».

Ad Amici arrivò alle sfide serali, e in seguito fu scelta per condurre Mai dire Amici, della Gialappa’s Band. Recitò anche in un film con Massimo Boldi.

«Ero partita bene, ma poi la carriera si è arenata, ma il web, mi era ancora amico. Nel frattempo mi ero fidanzata con Francesco (Arpino n.d.r), musicista, e produttore musicale. Ed è in questo periodo che per sperimentare, iniziai a postare su Youtube alcune canzoni composte da me, tra cui appunto, la Foresta. Che diventò subito virale, ma mi creda, non c’era niente di premeditato, io davvero non puntavo sul web».

Dunque il successo, è stato inaspettato?

«Mi sorprese, ero felicissima, ma non mi resi conto subito che mi stava offrendo la mia grande opportunità».

E proprio il web la rilancia in Tv con la trasmissione XLove, e quindi le viene affidata la conduzione di Colorado, al fianco di Paolo Ruffini, con cui si è fidanzata.

«Sì, alla fine mi fidanzo sempre con chi fa il mio mestiere, perché ci si comprende: Paolo capisce le dinamiche al volo: se non rispondo al telefono, sa che è perché sono sul set, oppure se sono stressata da un debutto, lui si rende conto che è una cosa normale. E io comprendo lui».

Ora che è lanciatissima al cinema e in televisione dove ha avuto molto successo anche nella fiction, con “Che Dio ci aiuti 4” e “C’era una volta Studio Uno”, abbandonerebbe il web?

«Probabilmente, no. Con il cinema non si guadagna più come prima, quando ti compravi le case. In Tv si è pagati meglio, ma è comunque un’attività precaria. Con il web si guadagna bene e ciò mi consente di essere indipendente e di scegliere ciò che è meglio per me, tra i progetti che mi offrono al cinema e in Tv».

Con Youtube si diventa ricchi?

«Sì. Ci sono youtubers che sono ricchissimi. Io stessa, ricevo ogni giorno almeno quattro, cinque proposte di pubblicità sulle mie pagine. Cerco di essere selettiva: ho accettato la proposta di Fiat e di una casa di prodotti cosmetici naturali, ma detto così, sembra semplice. Io detesto il fatto che i ragazzi pensino che questo sia guadagno facile: per farlo, mi sono preparata, ho studiato. Sfondare sul web non è un gioco, e nel mondo dello spettacolo, nemmeno. Ci vuole prima di tutto, talento».

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