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È possibile fare della Calabria una piccola Silicon Valley

Alla scoperta di Officina Kreativa, l’innovazione

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di ELVIRA SCARNATI

“Officina Kreativa e un centro di innovazione, contenitore di professionalita ed esperienze che vuole trasformare la Calabria in una piccola Silicon Valley. Le nuove frontiere del digitale permettono di impattare sul mondo e fare di esso un posto migliore. Ognuno di noi può dare il suo contributo, perché  a volte tra sogno e realtà la differenza sta in un foglio, una penna e un team. Noi ci stiamo provando... e tu cosa vuoi fare? ”Questo è ciò che si legge sul sito web di Officina Kreativa, una realtà giovane, altamente innovativa e tutta Calabrese, nello specifico di Crotone. La prima volta che sono entrata in contatto con i founder e le loro attività sono rimasta colpita da una “piccola grande” creazione: una statuetta raffigurante il volto di Pitagora che Officina Kreativa ha reso “parlante”, riuscendo così a raccontare la storia della città di Crotone, della Magna Grecia e dello stesso Pitagora con un grande impatto tra il pubblico, permettendo, così, di avvicinare le persone alla storia e alla cultura del territorio. Non si pensa spesso al Sud, e alla Calabria, come polo innovativo e, purtroppo, non si sfruttano neanche a pieno le immense potenzialità culturali, storiche e turistiche della regione; Le nuove tecnologie, il talento e l’impegno di menti giovani e lungimiranti possono però fare la differenza e avvicinare turisti e non, giovani e meno giovani, al patrimonio artistico e culturale. Ho fatto una chiacchierata con Dario Megna, uno dei founder di Officina Kreativa, per scoprire qualcosa in più sulla storia della startup e sul tessuto imprenditoriale calabrese.

Com’è nata l’idea di Officina Kreativa?

Officina Kreativa nasce all’inizio del 2016 con l’intento di applicare le nuove tecnologie digitali al servizio dei Beni Culturali. Un po’ per gioco, un po’ per sfida abbiamo pensato a degli strumenti potenziali per valorizzare un territorio come Crotone affiancando la storia Magno Greca ad esempio a Realtà Aumentata e Realtà Virtuale per migliorarne l’esperienza. Il Brand Officina Kreativa, il pittogramma e tutto il concetto che ci sta dietro è frutto della visione di voler mettere insieme professionalità, fare squadra, e collaborare tra diversi soggetti, cosa molto difficile in un territorio dove si gioca a provare a mangiarsi a vicenda ottenendo risultati a volte poco professionali e di basso livello. 

Nel corso degli anni avete fatto molta strada, mi racconti un po’ della vostra storia?

Dal punto di partenza e dall’idea iniziale sono cambiate tantissime cose: Il settore dei beni Culturali non era ancora pronto ad accogliere tecnologie innovative come Realtà Aumentata e Realtà Virtuale così abbiamo deciso di affrontare il mercato Business affacciandoci a grandi player nel Nord Italia e all’estero. Oggi Officina Kreativa conta all’attivo oltre 15 Risorse tra fondatori soci e collaboratori e un pacchetto di servizi nell’ambito del digital che abbraccia davvero a 360° il mondo delle nuove tecnologie, del WEB del Marketing Digitale e della comunicazione.

Avete riscontrato difficoltà nel costituire e consolidare l’impresa? O, invece, avete trovato sostegno dalle istituzioni o enti delegati al sostegno dell’imprenditoria? 

Questi sono tasti dolenti, bisognerebbe avere una visione di insieme dello scenario imprenditoriale nazionale e ancor di più a livello regionale e locale. L’economia qui è scarsa ed arretrata, le persone con cui entri in contatto spesso non sono molto preparate e quindi l’ecosistema sicuramente non aiuta a crescere bene ed in maniera esponenziale. L’appoggio di enti e istituzione è stato sordo o poco più; abbiamo più volte proposto progetti o semplicemente disponibilità di aprire un dialogo affinché si potesse creare del business etico sul territorio che oltre a farci incassare qualcosa potesse lasciare al territorio.

Com’è “fare impresa” in Calabria? Si sta diffondendo una mentalità “giovane” e più aperta o ancora la strada da fare è molta?

Quello che personalmente ho riscontrato in 12 Anni di imprenditoria è che il tessuto sociale locale è ancora molto obsoleto e poco attento alle novità ed ai cambiamenti. A volte sembra che alcuni settori invece di andare avanti vadano indietro. Quello che sono contento di vedere sono proprio i giovani che sono andati fuori, si sono formati, hanno visto realtà più in linea con standard mondiali e stanno ritornando con bagagli di competenze da riversare nella nostra economia. Questa potrebbe essere la base di un ricambio generazionale che si affacci ad una società più moderna lontana dai soliti schemi che alimentano solo la crescita di pochi e non del territorio.

E com’è il settore tecnologico e digitale? 

Molto indietro, si spaccia spesso qualcosa di già vecchio nel resto mondo come super innovativo. Le nuove tecnologie viaggiano con una curva di evoluzione davvero molto ma molto più veloce rispetto a cinquanta anni fa. Quello che dico spesso è che l’Italia è indietro almeno 10 anni rispetto al resto del mondo, ma qui in Calabria siamo altri 10-15 anni indietro rispetto al resto d’Italia. 
Nella stragrande maggioranza dei settori e delle industrie.

Che consigli daresti a giovani che volessero provare a fare impresa al Sud?

Fare impresa al Sud è un “IMPRESA”! Nonostante tutto il mio consiglio più grande è provateci, sporcatevi le mani, crescete, fate rete, e… FALLITE. Si quest’ultima sarà forse il peggiore degli auspici ma spesso è utile per capire realmente ciò che è giusto o non è giusto fare. Un fallimento può far crescere a livello personale anche molto di più di tanti successi. Metteteci passione, impegno e dedizione. Se aspettate dall’alto che qualcuno vi indirizzi o vi assista, cercatevi “il posto fisso”. 

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