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Prima di partire mi sono chiesta cosa dovrei portare. 

Dalle dimensioni della valigia e dal contenuto dipenderà il mio passo, la mia andatura. 

Oh, li conosco quelli che partono mettendo le rotelle agli armadi, quelli che, con una scusa o con un’altra, riescono a farseli portare.

Li conosco, eccome, quelli che s’illudono di compattare tutto in un bagaglio a mano che pesa un quintale; quelli che per prima cosa mettono nel beauty case la limetta per le unghie, dimenticando un farmaco di cui non possono fare a meno.

Avevano ragione da vendere i poeti antichi quando dicevano: la vita è un viaggio.

Quanti treni si perdono per trascinarsi dietro parole e gesti inutili da cui non ci sappiamo staccare.

Com’è limitante girare per le città così, attaccati al peso di cosa o di chi non abbiamo la forza e l’onestà di lasciare andare, anche soltanto nel pensiero.

Ci sono quelli che, per non ammettere un fallimento, conservano in uno zaino una bottiglietta con dentro tutte le lacrime che hanno speso, «Sono mie e mi potrebbero servire, chissà», in attesa di annaffiarci il giardino un giorno o di berle in caso di sete estrema.

Amo la leggerezza dei viandanti e in questi anni ho avuto modo di accorgermi che solo chi elimina il superfluo riesce a viaggiare e a vivere davvero.

Aggiungere è più facile sì, ma lì per lì: alla lunga l’accumulo ci paralizza e ci snatura.

Avevano ragione da vendere i poeti antichi quando dicevano: bisogna saper sottrarre.

“Labor limae” si chiamava il lavoro di limatura con cui gli scultori eliminavano le asperità della superficie di marmo di una statua.

“Labor limae” si chiamava il lavoro con cui gli scrittori levigavano le frasi fino a eliminare tutte le parole che non servono.

Soltanto con il “Labor limae” la nostra vita può trovare una forma e un senso.

Quando abbiamo iniziato a pensare che la lima servisse solo alla unghie? Quando abbiamo iniziato a considerare la limatura un lavoro soltanto estetico e non etico?

Qualunque sia il vostro e il mio viaggio, vi auguro e mi auguro di partire con tutto quello di cui c’è davvero bisogno.

E niente di più.