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La notte delle stelle cadenti

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Che siano stelle o meteore, che siano le lacrime di San Lorenzo martire o quelle del cielo che piange i mali della terra, ieri notte le abbiamo viste cadere e abbiamo espresso un desiderio. Desiderare non è facile: c’è chi confonde le voglie col desiderio; c’è chi, invece, il proprio desiderio lo tiene sotto sequestro e aspetta di aver risolto tutti i problemi per poterselo concedere.

A volte ci ostiniamo a desiderare qualcosa che non è la nostra felicità, ci ostiniamo anche se il destino avrebbe in serbo per noi qualcosa di migliore. Desiderare non è facile: se venisse esaudito quello che tutti desiderano, questo mondo sarebbe un inferno. «Esprimi un desiderio» si dice.

Io l’ho sempre preso alla lettera: non ho mai pensato che se ne potesse esprimere più di uno. Per questo ci pensavo bene prima di farlo e forse, a volte, ho esitato troppo. Crescendo, nel vedere una stella cadere, ho imparato a mettere in conto che il mio desiderio potrebbe non esaudirsi, ma ci provo comunque a chiederlo al cielo e questo mi dà il piacere di appartenere a un mondo animato, di stelle che precipitano e desideri che si innalzano.

Esistono persone immobili come quei pianeti che non compiono orbite né discese e rimangono intatti, risiedono nell’universo senza mischiarcisi. Non sono laureata in astrofisica ma, a guardarli bene, dubito che là esistano forme di vita. 

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